Criptovalute: Savona, 'non basta proibirle, serve accordo internazionale'

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Roma, 21 apr. – (Adnkronos) – "Non basta proibire le criptovalute perché le loro operazioni sono collocate nell’infosfera, l’etere, e continuano a svolgersi a dispetto delle proibizioni". Così all'Adnkronos il presidente della Consob Paolo Savona commenta le 'tentazioni' di alcuni paesi (ultimo la Turchia) di porre paletti istituzionali all'utilizzo di Bitcoin e simili. "Per questo motivo – aggiunge – ho suggerito un accordo internazionale in materia" anche se comunque anche in questo caso si rischia il mantenimento degli "stessi difetti del sistema attuale, dove una parte delle attività vengono tenute in paradisi fiscali, che ora divengono paradisi informatici".

"Se non si può raggiungere questo accordo, se ne faccia uno a livello europeo. E se anche questo non fosse possibile, si raggiunga un accordo nazionale – suggerisce il presidente della Consob – facendo ricorso a un Blockchain permissioned, ossia una catena contabile dove le autorità di controllo possano entrare per avere le informazioni necessarie a svolgere il loro compito".

"Non potrà funzionare bene come un accordo internazionale, ma almeno – conclude Savona – le autorità italiane sperimenterebbero i modi per fronteggiare le novità criptate, dandosi una struttura tecnologica adatta e preparandosi a partecipare coscientemente ad accordi internazionali.