Crisanti: "Accelerare sui vaccini per evitare mutazioni più resistenti"

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Crisanti terza dose
Crisanti terza dose

Il microbiologo dell’Università di Padova Andrea Crisanti ha manifestato la necessità di prepararsi a somministrare un’eventuale terza dose di vaccino in autunno a tutti gli anziani e i fragili vaccinati ormai 6-7 mesi fa: alcune varianti, soprattutto quella indiana, sono infatti in grado di infettare persone parzialmente protette.

Crisanti sulla terza dose: la variante Delta

Intervistato dal Mattino di Padova, l’esperto ha inizialmente fatto il punto sulla diffusione della variante Delta in Italia. Anche grazie al clima, fortunatamente i livelli di trasmissione sono ancora bassi, anche se “non dobbiamo pensare che sia tutto finito perché questa mutazione è in grado di infettare anche persone che hanno ricevuto la prima dose“. Per questo il fenomeno va controllato e monitorato e occorre agire in modo drastico nel caso emergessero varianti che sono ulteriormente in grado di resistere alla protezione.

Se dovessero emergerne di peggiori di quella indiana, secondo lui bisognerà immediatamente confinare le aree in cui si presentano per impedire che si diffondano. Come accaduto a Sydney, dove per poche decine di casi la città è stata bloccata perché le autorità hanno valutato che il costo della diffusione del virus sarebbe stato più elevato di quello della chiusura.

Crisanti sulla terza dose: la campagna vaccinale

Quanto alla prospettiva sulle vaccinazioni, Crisanti ha spiegato che tutto dipende da due variabili, ovvero la durata della protezione offerta, che cambia a seconda dell’età e delle condizioni di salute delle persone, e l’emergenza delle varianti in grado di infettare persone parzialmente protette. Tra 2-3 mesi occorrerà dunque chiedersi se tutti gli anziani e i vulnerabili vaccinati 6-7 mesi fa rientrano nella categoria delle persone parzialmente protette. Intanto per lui si dovrebbe iniziare ad acquistare terze dosi: “Dopodiché se si usa o meno è indifferente perché è un’azione di mitigazione del rischio e quindi sono soldi spesi bene“.

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