Crisanti chiede calma nella riapertura dei ristoranti: le sue parole

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Andrea Crisanti
Andrea Crisanti

Il governo sta per decidere come affrontare le prossime settimane: sulla questione riaperture dei ristoranti e di altre attività c’è però chi frena. Il virologo Andrea Crisanti ha parlato ad Agorà su Rai3 in merito alla richiesta di allentamento delle misure di sicurezza per evitare l’avanzata dei contagi.

Riapertura di bar e ristoranti, l’idea di Crisanti

Uno dei settori che sta chiedendo con maggiore forza le riaperture è quello della ristorazione. I presidenti delle varie regioni hanno chiesto di lasciare aperti anche di sera i bar e i ristoranti. Su questo punto Crisanti non è d’accordo e parla di gravi rischi. “Sicuramente tutti quanti avranno visto e letto che cosa è successo riaprendo tutti i ristoranti in maniera incontrollata. Un singolo caso in una sera – commenta Crisanti – ha infettato quaranta persone e purtroppo ci sono stati anche dei morti. Il problema è che quando si applicano delle misure si stabilisce una specie di equilibrio, che non è molto stabile”.

Andrea Crisanti ha precisato di non essere contrario alla riapertura dei ristoranti, ma il virologo chiede ancora di non abbassare la guardia. “Non voglio dire che sono contrario alla riapertura dei ristoranti, non ne posso più neanche io. Non ne posso più nemmeno di tutte queste posizioni demagogiche. Guardiamo a quello che succede da altre parti – conclude Crisanti – e facciamo le cose una volta per tutte fatte bene”.

A breve le possibili decisioni

Nel frattempo il Premier Draghi presiederà venerdì 12 aprile una cabina di regia in cui il governo sarà chiamato a discutere delle norme da inserire nel decreto di maggio e delle graduali riaperture per far ripartire il paese. La riunione si terrà dopo aver appreso i dati del consueto monitoraggio dell’ISS che forniranno una panoramica dell’attuale situazione epidemiologica. Si discute nel frattempo sul decreto maggio e le riaperture delle varie attività colpite maggiormente dalla pandemia da Covid-19.