Crisanti: epidemia poteva essere fermata, politici inadeguati

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Milano, 24 lug. (askanews) - "Se ripenso ai tanti passaggi che si sono succeduti dall'inizio, da febbraio del 2020 ad oggi, emerge chiaramente che avevamo la possibilità di fermare e di bloccare l'epidemia sul nascere e non l'abbiamo fatto. Si potevano prendere misure più efficaci e più tempestive, questo è sicuro". Lo ha detto il microbiologo padovano Andrea Crisanti al festival di Giffoni.

"Se devo individuare un momento veramente cruciale - ha raccontato Crisanti - è stato quando abbiamo avuto la notizia dei primi casi in Veneto. Ricordo che stavo per andare a un congresso in Australia. Tutto quello che avevo imparato nella mia vita scientifica, tutte le esperienze maturate nel controllo delle malattie improvvisamente si sono come fuse insieme. È stato un momento di una creatività esplosiva. Ricordo che il 15 marzo, quindi a poche settimane dai primi casi, abbiamo realizzato degli studi che poi sono serviti per capire la dinamica di trasmissione dell'epidemia e sono stati utilizzati come paradigma per numerosi Paesi, purtroppo non in Italia, per contrastare il contagio. Abbiamo mobilizzato tutte le risorse a disposizione ed è stato incredibile vedere la volontà, la dedizione, l'entusiasmo di contribuire e fare qualcosa di utile".

"Tutto questo - ha aggiunto Crisanti - si è scontrato con l'incapacità della classe politica di recepire tempestivamente questi messaggi. Questo è stato molto frustrante. Ho avuto modo di constatare come in centri decisionali importantissimi sono state selezionate persone non adeguate. Venendo da un posto come l'Inghilterra, mi è sembrato di sbarcare su Marte. Abbiamo assistito a decisioni prese per piccoli interessi di parte, senza avere minimamente a riferimento il bene comune. Il 3 febbraio 2020, venti giorni prima dei primi casi, l'Università di Padova aveva messo a disposizione degli studenti che venivano dalla Cina la possibilità del test ed abbiamo iniziato a testare alcune persone. La notizia è stata recepita dalla comunità cinese che aveva chiesto di essere interamente monitorata. Questa cosa è trapelata sui giornali e la Regione Veneto ce l'ha impedito. Alla luce di quello che è accaduto dopo, con la scoperta degli asintomatici, con la presenza di persone infette individuate sugli aerei, questa cosa avrebbe potuto cambiare il corso dell'epidemia".

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