Crisanti: gli effetti positivi di una zona rossa nel bergamasco a inizio pandemia

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Crisanti
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Se fosse stata tempestivamente applicata la zona rossa nel Bergamasco, l’Italia avrebbbe potuto evitare tra le 2mila e 4mila vittime legate al Covid. La stima arriva dal professor Andrea Crisanti ed è stata stilata prendendo come base il metodo incentrato sull’ipotetico avanzamento del coronavirus delineato dal consulente Cts Stefano Merler.

Covid, la tesi di Crisanti sulla zona rossa

La nuova ipotesi elaborata sull’eventuale zona rossa a inizio pandemia offrono nuovi spunti di ragionamento con i magistrati della procura di Bergamo, relativamente al ritardo dell’allora governo Conte bis. Secondo tale ipotesi se la zona rossa fosse stata immediata, si sarebbero potute salvare migliaia di vite.

Covid, l’analisi di Crisanti sul tavolo dei pm

L’analisi elaborata da Andrea Crisanti è stata portata sul tavolo dei pm e propone un’accurata ipotesi di tutti i morti che si sarebbero potuti evitare quotidianamente a partire da febbraio 2020, mese in cui arrivarono i primi risultati effettivi di contagi da Covid-19 in Italia.

Covid, Crisanti: “Scelte prese in buona fede”

Andrea Crisanti ha pur precisato che le scelte di quel periodo sembrano “prese in buona fede, sulla scorta delle conoscenze che si avevano”. Fatto sta “che è stato umanamente impegnativo avere a che fare per un anno e mezzo con storie personali dolorose”. Crisanti ha proseguito: “Ma come detto dal procuratore, il nostro compito è quello di stabilire cosa è successo per tutti i familiari delle vittime”.

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