Crisanti: “Pochi test per entrare in zona bianca, serve tracciare chi va nei luoghi pubblici”

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Crisanti test
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Il microbiologo dell’Università di Padova Andrea Crisanti ha manifestato la necessità di far partire un tracciamento dei contatti ben organizzato, il più vicino possibile a quello che fanno a Singapore o in Corea del Sud: solo così si potranno bloccare le catene del contagio.

Crisanti, test: “Tracciare chi va nei luoghi pubblici”

Intervistato dal Messaggero, l’esperto ha evidenziato come prima della seconda ondata l’Italia abbia provato a portare avanti il contact tracing con risultati alterni ma ora è quantomai fondamentale riprenderlo perché “così davvero possiamo mettere il Covid-19 nell’angolo“. Secondo lui non sparirà del tutto ma potrebbe essere ridotto ad una presenza sporadica come sta accadendo qui in Gran Bretagna dove si registrano 2 mila casi e una decina di decessi al giorno pur con un milione di tamponi ogni 24 ore.

Appena tornato dall’Inghilterra, ha spiegato che ogni volta che un cittadino inglese entra in un luogo pubblico deve comunicarlo ad un’app, una sorta di App Immuni britanica. In questo modo il sistema sanitario inglese è in grado di stroncare tutti i focolai sul nascere.

Un altro modello da seguire è per lui quello dei paesi asiatici come Singapore, dove il tracciamento funziona al 100%. Per esempio dopo lo scoppio di un focolaio in aeroporto, difficilissimo da spegnere, le autorità hanno ordinato tamponi non solo ai dipendenti ma a tutti i passeggeri di un giorno preciso. Così sono tornati Covid free. In Italia si sta gi facendo un esperimento pilota a Ferrara, con la collaborazione della Regione Emilia-Romagna e dell’Azienda Sanitaria locale.

Crisanti: “Test col molecolare e non col rapido”

Secondo Crisanti è poi necessario tornare a puntare sul tampone molecolare che trova il virus nel 90% e passa dei casi. “Aver puntato su quelli rapidi è stato una sciagura perché lasciano passare troppi contagiati. L’esperienza dei rapidi non ci lascia niente“, ha sottolineato. Le persone, ha continuato, non devono aver paura dei risultati dei tamponi: se risultano positivi dovrebbero andare in malattia e non in ferie, altrimenti sono liberi con risposta entro 48 ore.

Crisanti: “Pochi test per entrare in zona bianca”

Crisanti ha infine affermato di non credere che l’incidenza settimanale media dei casi a livello nazionale sia inferiore a 50. Questo perché se davvero fosse così a suo dire non si avrebbero più di cento decessi al giorno. Inoltre “alcune regioni per ottenere la fascia bianca fanno pochi test, giusto per far finta di cercare il virus“.

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