Crisanti: "Quarantena abolita? Coloro che hanno deciso sono apprendisti stregoni"

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“Questi Migliori al governo sono apprendisti stregoni”. Questa l’opinione del microbiologo Andrea Crisanti, contrario all'abolizione della quarantena per vaccinati con booster o con doppia dose da non più di quattro mesi. “Non c'è niente di scientifico - spiega al Fatto Quotidiano - Abbiamo appena appreso che la variante Omicron si diffonde di più perché non trova barriera nei vaccinati, e che si diffonde molto più rapidamente di Delta: dovremmo quindi cercare di tutelare fragili e non vaccinati che continuano a rischiare molto. Ma se liberi i vaccinati dalla quarantena dopo un contatto con un positivo, vai nella direzione opposta, mi pare. Non è logico”.

“Questa variante tende a colpire solo le vie respiratorie superiori - afferma Crisanti - ma non mi illudo ancora sul fatto che possa risolvere il problema del Covid. Non c'è ancora certezza che neutralizzi Delta o altre varianti passate o future, quindi i fragili e chi non è vaccinato rischiano ancora la malattia grave e la vita stessa. Dunque torno a dire: era necessaria questa fuga in avanti con l'abolizione della quarantena per parte della popolazione in caso di contatto con positivo? Quanto all'auto-sorveglianza - aggiunge - è pensata per gli asintomatici che sanno di aver incontrato un conoscente risultato poi positivo: dopo cinque giorni dovranno farsi un tampone rispondendone solo alla propria coscienza o, in caso di fede, a qualche divinità celeste. Non so di nuovo che dirle è una follia. Ma veramente siamo passati agli apprendisti stregoni, non capisco”.

Secondo Crisanti, “avrebbe avuto più senso mantenere una quarantena obbligatoria di tre giorni e poi richiedere un tampone negativo” e soprattutto affrontare i nodi veri: “Uno, i trasporti: e aver obbligato alle Ffp2 è almeno un primo passo, bravi. Due, scuola: in due anni non è stato fatto niente di minimo, dai termo-scanner, che non sono i termometri elettrici farlocchi, ad analisi di scuole-campione. Tre, ristoranti: bisognerebbe limitare le tavolate a quattro persone finché la pandemia non finisce, non in base al colore della regione”.

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