Crisanti: "Sì a obbligo vaccino, assurdo pensare a sci e Natale"

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Sì al vaccino obbligatorio. Il professo Andrea Crisanti si esprime sostanzialmente a favore dell'obbligo di vaccinazione contro il covid. "In linea di principio non sono contrario, lo farei diventare obbligatorio non subito ma dopo 3-4 mesi, dopo aver avuto i dati sull’efficacia sul campo. A quel punto sarebbe anche più facile rendere il vaccino obbligatorio, dopo averlo somministrato già a milioni di persone", dice Crisanti a Piazzapulita. Per raggiungere quella che viene definita 'immunità di gregge', "vista l'efficacia del vaccino attorno al 90%, serve che venga vaccinato circa l'80% della popolazione". Una vaccinazione di massa richiede uno sforzo logistico enorme: "Coinvolgere l'esercito? Vista la capacità operativa dell'esercito, sì".

Capitolo Natale: "Ritengo allucinante parlare di sci e di divertimento mentre abbiamo un numero di morti così alto. I decessi continueranno a rimanere a questo livello per una decina di giorni. Dovremmo cogliere il Natale come occasione per consolidare il risultato delle restrizioni. Dovremmo riuscire a evitare di penalizzare i consumi e allo stesso evitare una ripresa del contagio".

Le regioni si dividono tra zona rossa, arancione e gialla in base al livello di rischio. "Si sta verificando il paradosso delle regioni gialle. Il Veneto, da diversi giorni, ha tantissimi casi e molti morti. Aveva molti posti in rianimazione, un parametro che è servito a tenere la regione gialla" e ad evitare quindi misure più severe. "Ma questo ha finito per favorire la diffusione del virus".