Crisanti: "Terza dose a tutti per evitare boom casi come in Gb"

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(Photo by Dominic Lipinski/PA Images via Getty Images)
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"Se non vogliamo che accada quello che stiamo vedendo in Gran Bretagna la terza dose dovrebbero farla tutti". Così Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Microbiologia dell'Università di Padova, intervenuto nella trasmissione "Rotocalco 264" su Cusano Italia Tv. 

"C'è un'indicazione di opportunità e un'indicazione generale di sanità pubblica - ha affermato Crisanti -. L'indicazione di opportunità è che sappiamo che la protezione dopo sei mesi scende in modo significativo, quindi tutte le persone vulnerabili e il personale sanitario dovrebbero farla il prima possibile. Poi c'è un'esigenza di sanità pubblica perché la maggior parte delle persone dopo sei mesi dalla seconda dose diventa molto più suscettibile a trasmettere la malattia e in alcuni casi anche ad ammalarsi quindi la terza dose deve essere contemplata come un vero e proprio programma di sanità pubblica a lungo termine".

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"Se noi ci poniamo l'obiettivo di proteggere subito fragili ed anziani è chiaro che va fatta subito a queste due categorie, se invece l'obiettivo è quello a lungo termine di bloccare la trasmissione e continuare ad avere una vita come questa senza le preoccupazioni che ha in questo momento la Gran Bretagna, è chiaro che va fatto a tutti - ha concluso -. È probabile che ogni anno bisognerà ripetere la vaccinazione, io penso che si dovrà raggiungere un equilibrio a livello di popolazione tra persone vaccinate e persone guarite che bloccano la diffusione del virus, questo è un processo naturale che via via si stabilizza. Eliminare completamente un virus che si è stabilizzato è praticamente impossibile".

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