Crisi: Adinolfi (Pd), non si tocchi la riforma pensioni di Fornero

(ASCA) - Roma, 10 ago - ''Non ho capito bene in quale sede si

determini la linea del Pd in materia di economia. Comunque,

se questa linea prevede la controriforma delle pensioni che

noi abbiamo votato e sostenuto, vorrei una sede nella quale

discuterne'', lo dichiara in una nota Mario Adinolfi. ''Ho

letto tutte le tirate sulla generazione perduta di noi

trentenni-quarantenni - prosegue il deputato del Pd - e

quello che manca nelle analisi che ho letto e' l'assenza di

una qualsivoglia forma di ribellione alla continua tortura a

cui siamo sottoposti''.

''La questione riguarda anche il ruolo dei nati dopo il

1970 in politica. Nel mio amato Pd ormai si teorizza con

chiarezza, ad esempio, che la nostra andata al governo

coincidera' con una bella controriforma delle pensioni.

Reintroduzione delle quote di anzianita', possibilita' di

andare in pensione a 57-58 anni - continua Adinolfi -

insomma una bella riproposizione della politica

'cancelliamo-lo-scalone' che tanto bene ha fatto ai conti

pubblici e alla credibilita' centrosinistra dell'ultimo

governo Prodi. Ecco, io di tutte queste cose vorrei

discutere. Non le voglio trovare scritte sul 'Foglio' e

accennate sul 'Sole 24' ore come fossero dato acquisito.

Perche', generazione perduta, forse. Generazione rincretinita

e succube, mai piu'''.

Conclude il deputato del Pd: ''La riforma Fornero delle

pensioni garantisce risparmi per 22 miliardi di euro l'anno a

regime. Non si tocchi un euro di questo risultato, che

ricadra' tutto a beneficio dei nati dopo il 1970, che hanno

pagato per intero e in maniera spietata la grande rapina

operata ai loro danni dai genitori. Se ne renda conto anche

Fassina e chi nel Pd manda avanti lui per determinare una

linea che invece va discussa''.

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