Crisi al confine Usa-Messico, 10mila migranti sotto un ponte

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CIUDAD ACUNA, MEX- SEPT 16: Migrants cross back and forth between the United States and Mexico at the Rio Grande in Ciudad Acuna, Mexico on Thursday, Sept. 16, 2021. Thousands of migrants, mostly from Haiti have arrived in the area over night. Del Rio has seen an influx of migrants mostly from Haiti since early 2021. (Sergio Flores for The Washington Post via Getty Images) (Photo: The Washington Post via Getty Images)
CIUDAD ACUNA, MEX- SEPT 16: Migrants cross back and forth between the United States and Mexico at the Rio Grande in Ciudad Acuna, Mexico on Thursday, Sept. 16, 2021. Thousands of migrants, mostly from Haiti have arrived in the area over night. Del Rio has seen an influx of migrants mostly from Haiti since early 2021. (Sergio Flores for The Washington Post via Getty Images) (Photo: The Washington Post via Getty Images)

Cresce l’emergenza migranti al confine tra Stati Uniti e Messico, dove secondo le autorità locali oltre 10 mila persone, in maggioranza originarie di Haiti, si sono ammassate negli ultimi giorni sotto un ponte che collega la città di Del Rio, in Texas, con quella di Ciudad Acuna.

Dopo aver attraversato il fiume Rio Grande, i migranti - provenienti anche da Cuba, Venezuela e Nicaragua - si sono raccolti in un improvvisato campo di accoglienza, in precarie condizioni igienico-sanitarie e con temperature vicine ai 40 gradi. La polizia di frontiera Usa ha fatto sapere di aver rafforzato il personale impegnato nell’area per facilitare “un processo sicuro, umano e ordinato”, fornendo tra l’altro acqua potabile.

I flussi migratori registrati verso gli Stati Uniti sono cresciuti negli ultimi mesi. Secondo i dati forniti dal governo americano, i fermati al confine con il Messico a luglio hanno superato quota 200mila per la prima volta da 21 anni, mentre ad agosto le persone trattenute sono state oltre 195 mila.

I media americani parlano di emergenza umanitaria e di sfida logistica senza precedenti. L’afflusso record rappresenta una difficoltà per l’amministrazione Biden, già alle prese con la sistemazione e il trasferimento di 60.000 evacuati afghani.

Le condizioni igienico sanitarie sono estreme. Ventidue toelette mobili per circa novemila persone, ammassate da giorni sotto un ponte. Il passaparola ha convogliato masse di profughi in un’ansa abbordabile del Rio Grande, a circa 60 chilometri da McAllen, finora l’epicentro della crisi migratoria in Texas. In questi giorni l’acqua del fiume arriva alle caviglie. Si può passare facilmente, sempre assistiti dai cartelli criminali messicani.

Gli agenti della Border Patrol hanno l’ordine di arrestare le persone che oltrepassano illegalmente il confine. Il passo successivo sarebbe il respingimento per tutti coloro che non hanno diritto all’asilo politico. Ma i centri di detenzione sono sovraffollati da mesi e i tribunali non riescono a esaminare i singoli casi con la velocità necessaria.

Secondo il Washington Post, molti dei migranti haitiani sono si sono messi in moto dopo il terremoto del 2010 stabilendosi in un primo tempo in Brasile o in Cile, ma la crisi scatenata dalla pandemia li ha ora spinti verso gli Stati Uniti.

La polizia di frontiera ha inviato rinforzi per gestire il campo, anche perché teme arrivi ulteriori. “Per prevenire le malattie legate al caldo, l’area ombreggiata sotto il Del Rio International Bridge fa da sosta temporanea”, ha spiegato l’agenzia del Border Patrol, in attesa che vengano valutate le richieste di asilo. Ma la situazione desta allarme.

Il governatore del Texas, il repubblicano Greg Abbott, ha annunciato la chiusura di sei valichi di frontiera con il Messico per “impedire alle carovane di migranti di infestare” lo Stato, anche se poi ha fatto marcia indietro, spiegando che gli agenti agiranno solo a titolo dissuasorio. Ma anche il sindaco di Del Rio, il democratico Bruno “Ralphy” Lozano, ha esortato l’amministrazione Biden a “riconoscere che c’è una crisi” che può avere “gravi conseguenze per la sicurezza e la salute”.
Lozano, che non ha esitato a parlare di ‘favela’, ha anche fatto notare che se gli agenti si concentrano a Del Rio, il resto del confine, lungo circa 400 chilometri, verrà lasciato incustodito. “E chi controlla il resto”. Washington ha ridotto i voli di rimpatrio verso Haiti dopo la crisi innescata dall’assassinio del presidente Jovenel Moise a luglio. E secondo i dati ufficiali, sono stati circa 30mila gli haitiani entrati negli Stati Uniti nell’ultimo anno.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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