Crisi, Cgil-Cisl-Uil in piazza il 2 giugno contro il Governo

Roma, 8 mag. (LaPresse) - Una grande manifestazione unitaria a Roma, il 2 giugno, per chiedere al governo di cambiare marcia, di rivedere una politica economica basata solo sul rigore dei conti pubblici ed aprire un nuovo corso su fisco, lavoro e crescita. Cgil, Cisl e Uil scelgono di ritornare di nuovo in piazza il giorno della festa della Repubblica, senza proclamare lo sciopero generale, ma con l'obiettivo di avere "risposte" da parte del governo, altrimenti la protesta andrà avanti. Dopo le mobilitazioni contro la riforma delle pensioni del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, e quelle a sostegno dei lavoratori esodati, il fronte sindacale incalza il governo Monti anche sui temi caldi dell'agenda politica-economica, perchè, spiega il leader della Uil, Luigi Angeletti, "è ora di cambiare marcia".

Tempo scaduto, insomma, anche per quel senso di responsabilità che "non può arrivare all'afasia, a dare sempre una giustificazione o un senso di sopportazione a questa politica". Il tasso di disoccupazione al 9,8% mette una nuova politica sul lavoro in testa alle richieste dei sindacati perchè, sottolinea la leader della Cgil, Susanna Camusso, "il punto di rottura è molto vicino" e il rischio è quello di "una situazione che regredisce sempre di più", mentre per Bonanni c'è solo "aria di Quaresima, senza prospettive". Altra questione che farà da collante alla protesta sarà quello del fisco: Angeletti ritiene "fallimentare" l'idea "di salvare l'Italia solo con il pareggio di bilancio e rispettando il fiscal compact" e chiede meno tasse su lavoratori e pensionati, mentre il leader della Cisl pone l'accento sul peso eccessivo dell'Imu, esprimendo vicinanza alla protesta dei sindaci.

La conferenza stampa congiunta per la presentazione della manifestazione del 2 giugno è anche l'occasione per fare il punto sulla vicenda dei lavoratori esodati, alla luce dell'incontro che si terrà domani, alle 17, con il ministro Fornero. Per Camusso l'unica soluzione è quella previdenziale, cioè permettere agli esodati di andare in pensione in base alle vecchie regole, e insieme a Bonanni e Angeletti, sottolinea che il governo ha perso troppo tempo e che domani si dovrà parlare di soluzioni e non di numeri.

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