Crisi chip, TSMC blocca taglio prezzi: investiremo 100 mld Usd

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 1 apr. (askanews) - Il principale fornitore mondiale di chip, Taiwan Semiconductor Manifacturing Co. (TSMC), ha chiesto ai clienti di accettare un aumento dei prezzi, sostenendo di voler utilizzare le risorse per effettuare investimenti per 100 miliardi di dollari volti al rafforzamendo della produzione in modo da poter affrontare un "fondamentale e strutturale incremnto" della domanda mondiale di semiconduttori. Lo segnala oggi Nikkei Asia.

In una lettera inviata i clienti vista da Nikkei Asia, l'amministratore delegato di TSMC C.C. Wei ha scritto che il gruppo taiwanese intende investire 100 miliardi di dollari in tre anni fino al 2023 per lo sviluppo di tecnologie avanzata per i semiconduttori. Per quest'anno Wei ha annunciato spese per investimenti record da 28 miliardi di dollari.

"Stiamo assistendo a un incremento strutturale e fondamentale nella domanda guidata dai megatrend chiave di crescita sul lungo periodo che comprendono il 5G e la computazione ad alta performance", ha notato Wei.

Inoltre, la pandemia Covid-19 ha cambiato l'economia globale, modificando il modo in cui la gente lavora, impara e vive, ha scritto ancora Wei. Per questo TSMC ha deciso di "sospendere le riduzioni dei prezzi dei wafer a partire dal 31 dicembre" del 2021, per quattro trimestri. "Noi crediamo - ha scritto ancora - che questa modesta azione sia l'opzione meno dannosa per la catena di fornitura, in modo che TSMC possa compiere la sua missione di fornire tecnologie di punta e produre per voi capacità in maniera sostenibile".

TSMC solitamente taglia i prezzi a ogni trimestre per i prodotti che vanno nella produzione di masssa. La sospensione di questi ribassi è una mossa insolita.

L'azienda taiwanese è fornitrice di tutti i più importanti sviluppatori mondiali di chip, tra i quali Apple, Qualcomm e Nvidia. Compagnie di Taiwan sono al cuore dell'intera catena di forniture che porta alla produzione di questi semiconduttori fondamentali perché tutto l'ambiente digitale possa funzionare.

In questo momento è in pieno sviluppo una crisi dell'offerta di chip, a causa della difficoltà dei produttori di rispondere a una domanda in forte crescita e di alcuni disastri naturali o incidenti avvenuti in fabbriche produttrici di chip. Diverse case automobilistiche - un settore in cui è avvenuta una vera e propria corsa ad assicurarsi i semiconduttori - hanno dovuto rivedere i loro piani di produzione e anche nel campo dell'elettronica di consumo ci sono aziende che stanno rivedendo i loro progetti.

Un altro problema è quello della concentrazione della produzione di semiconduttori in Asia e, in particolare, in un paese come Taiwan che è al centro di una contesa geopolitica. Diversi paesi stanno valutando di avviare produzioni in proprio, una prospettiva "illusoria" secondo quanto ha sostenuto ieri il presidente del consiglio d'amministrazione di TSMC Mark Liu.

Si sta muovendo inoltre il principale concorrente (ma anche cliente) di TSMC, la Intel, che intende rientrare nella catena anche come fornitore di terzi, costruendo due impianti produttivi in Arizona per un investimento da 20 miliardi di dollari. Dovrebbero essere attivi entro il 2024.

Wei ha spiegato nella lettera che gli investimenti per 100 miliardi di dollari saranno destinati a costruire nuovi impianti per la produzione di chip e a espandere quelli esistenti. TSMC intende assumere migliaia di dipendenti in diversi siti produttivi in tutto il mondo. Come sta già facendo nello stato Usa dell'Arizona, dove è in corso di costruzione un impianto per un investimento da 12 miliardi di dollari.

Un altro investimento chiave è sull'impianto produttivo nella città taiwanese di Tainan per i chip da 3 nanometri, che sviluppa la tecnologia di produzione di chip più avanzata al mondo.