Crisi dei chip, Flex: potrebbe continuare nel 2022

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Image from askanews web site
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Roma, 7 giu. (askanews) - La carenza di chip che sta influenzando pesantemente sulla produzione in diversi settori, a partire da quello delle automobili, durerà per almeno un altro anno. L'ha affermato - secondo quanto riporta oggi il Financial Times, uno dei principali fornitori di elettronica mondiali, la singaporegna Flex.

A provocare la crisi sono state una serie di concause. Da un lato l'aumento dei consumi di elettronica durante la pandemia Covid-19, dall'altro la guerra commerciale Usa-Cina, il bloccp del canale di Suez a marzo, una serie di incidenti e fenomeni naturali che hanno bloccato la produzione in impianti chiave per l'approvvigionamento mondiale di semiconduttori.

Ora che s'intravede l'uscita dalla pandemia, è atteso un rimbalzo nelle vendite di autoveicoli, con le case automobilistiche che richiedono un consistente afflusso di chip.

Flex è uno dei tre primi fornitori mondiali, con 100 siti di produzione in 30 paesi, con clienti come Ford, Dyson, Ocado e HP. "Con tale forte domanda, l'attesa è di arrivare alla fine del 2022 sulla base delle materie prime. Alcuni pensano pure che la carenza continuerà nel 2023", ha detto Lynn Torrel, numero uno della catena di forniture di Flex.

La carenza di chip ha portato a una corsa alla fornitura, con case automobilistiche che hanno cominciato a pagare anticipatamente i chip e con spinte a riportare nei paesi dei clienti produzioni che oggi sono concentrate solo in alcuni paesi dell'Asia orientale: Taiwan, Corea del Sud, Cina, Singapore.

Alcuni produttori di elettronica di consumo hanno rilevato come la carenza di chip potrebbe manifestarsi, dopo che nel settore automotive, anche in quello delle TV, degli smartphone e degli elettrodomestici.

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