Crisi di governo, Di Maio scrive a Conte: “Sei una perla rara”

Crisi di governo Di Maio scrive lettera a Conte

“Caro Giuseppe, oggi è un giorno molto importante”. Inizia così la lettera che Luigi Di Maio ha indirizzato a Giuseppe Conte, a poche ore dal discorso che il premier terrà in Senato sulla crisi di governo in corso. La lettera, pubblicata sul Blog delle Stelle, è al tempo stesso un atto di accusa nei confronti della Lega e un ringraziamento al presidente del Consiglio per il suo operato negli ultimi quattordici mesi.

Crisi di governo, Di Maio: la lettera

La giornata cruciale per il governo giallo-verde è “il giorno in cui la Lega dovrà rispondere delle proprie colpe per aver deciso di far crollare tutto, aprendo una crisi di governo in pieno agosto, in spiaggia, solo per rincorrere i sondaggi“, accusa Di Maio. Ma, rivolgendosi al premier Conte, continua: “Oggi, al Senato, i ministri M5S saranno al tuo fianco. Ci presenteremo in aula a testa alta. Tutti, ognuno di noi, sa di stare dalla parte giusta della storia. Qualunque cosa accada, volevo dirti che è stato un onore lavorare insieme in questo governo”.

Il vicepremier prosegue ringraziando Conte e ricordando quando, “il 2 marzo del 2018, io ero candidato premier e tu mi avevi dato la disponibilità a ricoprire il ruolo di candidato ministro della Funzione Pubblica. Sono sicuro lo avresti fatto ai massimi livelli e saresti stato il ministro più amato d’Italia. Ma, diciamocelo, saresti stato sprecato. Allora avevamo ben compreso le tue capacità e competenze, non ancora invece la tua profonda umanità“.

Nel 14 mesi di governo giallo-verde “hai salvato l’Italia da due procedure di infrazione, hai rappresentato l’Italia ai tavoli europei ottenendo i margini di bilancio per dare ai cittadini quota 100 e il reddito di cittadinanza. Hai saputo farti amare dagli italiani soprattutto nelle aree più disagiate del Paese. Qualunque cosa accadrà oggi, sappi che per me e per tutti noi vederti in quel ruolo è stato motivo di orgoglio. Sei una delle scelte di cui vado più fiero nella mia vita. Sei una perla rara, un servitore della nazione che l’Italia non può perdere. Forza, amico mio”.