Crisi di governo, Di Maio replica a Salvini: “Noi pronti ad elezioni”

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Pochi minuti dopo l’avvio dato da Matteo Salvini a questa crisi di governo è giunta la replica dell’alleato Luigi Di Maio. Il ministro del Lavoro ha infatti espresso una lunga dichiarazione sui social in cui a nome del Movimento 5 Stelle si dice pronto alla caduta del governo ad un ritorno alle urne. Nel messaggio tuttavia, il vicepremier Di Maio invita Salvini a posticipare eventuali elezioni per poter così votare la legge in merito al taglio dei parlamentari.

Crisi di governo, la replica di Di Maio

Nel post pubblicato sulla sua pagina Facebook, Luigi Di Maio si è detto pronto ad affrontare il voto degli italiani in quanto non è mai stato attaccato alla poltrona: “Qualcuno vuole che il governo cada oggi, 8 agosto. Bene, noi siamo pronti, della poltrona non ci interessa nulla e non ci è mai interessato nulla, ma una cosa è certa: quando prendi in giro il Paese e i cittadini prima o poi ti torna contro. Prima o poi ne paghi le conseguenze”.

La legge per il taglio dei parlamentari

Nel corso del post, il vicepremier ne approfitta per lanciare una richiesta a Salvini. Di Maio chiede infatti di posticipare un eventuale voto anticipato per poter così approvare la legge sul taglio dei parlamentari. Una norma fortemente voluta proprio dal M5S: “C’è una riforma a settembre, fondamentale, che riguarda il taglio definitivo di 345 parlamentari. È una riforma epocale, tagliamo 345 poltrone e facciamo risparmiare agli italiani mezzo miliardo in 5 anni. Soldi che possono essere usati per le scuole, gli ospedali, le strade e non per gli stipendi dei politici. Per tornare al voto bisogna comunque passare per il Parlamento. Una volta che si passa per il Parlamento e si riaprono le camere, cogliamo anche l’opportunità per fare subito questa riforma, senza aspettare settembre”.

Chiudendo il messaggio, Di Maio ribadisce di non avere paura nell’affrontare le urne: “Una volta che si passa per il Parlamento e si riaprono le camere, cogliamo anche l’opportunità per fare subito questa riforma, senza aspettare settembre. Domani scadono i tre mesi necessari dall’ultimo voto già espresso alla Camera dei Deputati, quindi ogni finestra è buona per approvare la legge e rendere il Parlamento più efficiente e meno affollato. Poi ridiamo subito la parola agli italiani”.