Crisi di governo, Di Maio al Tg1: “Ognuno per sé, ognuno al voto”

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Dopo una prima dichiarazione avvenuta poche ore prima, nella serata di giovedì 8 agosto arrivano ulteriori precisazioni sulla crisi di governo da parte di Luigi Di Maio. In collegamento con il Tg1 il vicepremier ha attribuito a Matteo Salvini le responsabilità della crisi attuale, ribadendo inoltre la mancata opportunità del taglio de parlamentari se si dovesse andare subito ad elezioni anticipate. L’intervento di Di Maio era stato anticipato dalla conferenza stampa del Premier Conte, che aveva invitato Salvini a chiarire la sua posizione in Parlamento.

Crisi di governo, Di Maio parla al Tg1

Intervistato dal Tg1, Luigi Di Maio cerca di fare il punto della situazione riassumendo i provvedimenti varati durante quest’ultimo anno di governo, accusando Salvini di aver agito per puro calcolo elettorale: “I fatti sono molto chiari. Salvini ha fatto cadere il governo che aveva fermato gli sbarchi in Italia. Che con i miei decreti aveva portato l’occupazione al massimo storico in Italia, il reddito di cittadinanza a tante persone, quota 100. Nel mio ministero si è fatto il fondo per l’innovazione, avevamo fatto la legge anti corruzione nel ministero della Giustizia. Salvini ha fatto cadere questo governo perché ha messo i sondaggi davanti agli interessi del Paese, ha messo i suoi interessi davanti agli interessi del Paese; questa è una cosa che nella storia si paga e credo che gli italiani che non sono degli sprovveduti lo capiranno”.

I provvedimenti che non vedranno la luce

Nel corso dell’intervista, il ministro del Lavoro fa l’elenco di tutti i provvedimenti che dovranno essere accantonati a causa del ritorno alle urne. Un eventualità che comunque non spaventa il vicepremier: “Noi non abbiamo paura di andare al voto, però sono preoccupato per il Paese perché c’erano milioni di italiani che stavano aspettando la flat tax, il taglio del cuneo fiscale. E con le elezioni che ci saranno ad ottobre ci sarà un governo che si insedierà a dicembre e non avrà il tempo di fare una legge di bilancio. Questo probabilmente farà aumentare l’Iva. Il tema dunque è il senso di responsabilità per il paese”.

Di Maio ritorna poi sulla legge per il taglio dei parlamentari, della quale già aveva parlato poche ore prima assieme al collega e amico Alessandro Di Battista: “Stavamo per tagliare 345 parlamentari della repubblica, bastava l’ultimo voto. Faccio allora un appello a tutte le forze politiche con la massima onestà: votiamo il taglio delle poltrone e poi si va a votare. Votiamo il taglio dei parlamentari e poi si va a votare. È arrivato il momento di dimostrare che il problema non sono le poltrone. Taglino 345 poltrone da domani e poi andiamo al voto”.

L’attacco finale a Salvini

Nel finale, arriva la stoccata diretta a Matteo Salvini, reo secondo Di Maio di aver accusato i parlamentari di non lavorare dopo essere stato in vacanza tra luglio e agosto: “Dopo che il ministro Salvini si è fatto due settimane in spiaggia è venuto qui a Roma, ha fatto cadere il governo accusando i parlamentari di non lavorare. Mi sembra anche un po’ surreale. Mettiamo una parola fine a questo governo con un grande marchio di qualità: può essere la dimostrazione di senatori e deputati che votano per tagliare sé stessi, facciamo risparmiare 500 milioni agli italiani. Poi ognuno per sé, ognuno al voto”.