Crisi di Governo: Giuseppe Conte unica alternativa al voto

giuseppe conte

La crisi di Governo innescata da Matteo Salvini lo scorso 9 agosto sembra procedere verso uno sbocco. Giuseppe Conte, il premier uscente ma reincaricato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella potrebbe, infatti, sciogliere la riserva già dalla prossima settimana. Tuttavia, dopo i primi colloqui con le forze politiche di maggioranza e minoranza, dopo il vertice con Pd e M5s e dopo aver ascoltato i presidenti dei due rami del Parlamento, resta ancora qualche dubbio sul programma del nuovo esecutivo giallo-rosso. L’unico che può imprimere il giusto peso a questo stallo politico è Giuseppe Conte, che con le scelte dei ministri da inserire nella squadra potrebbe mettere fine a questa crisi di governo. L’unica alternativa possibile a un esecutivo Conte 2, secondo il Capo di Stato, è recarsi alle urne.

Crisi di Governo, Conte o voto

Nella giornata di sabato 31 agosto 2019 si è tenuto un vertice tra il Movimento 5 stelle e il Partito Democratico. Dopo un lungo incontro, di fronte all’ipotesi di rinuncia del mandato pensata da Giuseppe Conte, la crisi di Governo ha trovato terreno fertile. Infatti, il vertice tra le due forze politiche prima e quello tra Conte e Mattarella in seguito hanno cominciato a mostrare i loro frutti. L’unico nodo che resta da sciogliere a questo punto è proprio la rivelazione dei ministri che andranno a occupare i Dicasteri maggiori. Al vertice con Conte hanno partecipato anche i capigruppo alla Camera e Senato del Pd, Graziano Delrio e Andrea Marcucci, e dei Cinque Stelle, Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli. Zingaretti ha riunito i suoi al Nazareno, mentre Di Maio ha raccolto i grillini in una casa in centro a Roma. Entrambi i partiti hanno fatto sapere che il vertice con il premier incaricato ha fatto passi avanti. Infine, da Liberi e Uguali parte una protesta: “Le interlocuzioni sul programma sono esclusivamente tra Pd e M5S – scrive Pietro Grasso – evidentemente l’intenzione è fare da soli, sia al governo che in Senato. Auguri”.