Crisi di governo, il ritorno con Renzi spacca M5s

Pietro Salvatori
·Giornalista politico, Huffpost
·2 minuto per la lettura
Italy's populist Five Star Movement (M5S) party leader Luigi Di Maio (R) and M5S members Roberto Fico (L) and Alessandro Di Battista after the last election campaign meeting in Piazza del Popolo in Rome on March 2, 2018. Italy's anti-establishment Five Star Movement broke with tradition on March 1, 2018, by announcing its list of ministerial candidates, almost all of them political newcomers, before March 4 general election. / AFP PHOTO / Andreas SOLARO        (Photo credit should read ANDREAS SOLARO/AFP via Getty Images) (Photo: ANDREAS SOLARO via Getty Images)
Italy's populist Five Star Movement (M5S) party leader Luigi Di Maio (R) and M5S members Roberto Fico (L) and Alessandro Di Battista after the last election campaign meeting in Piazza del Popolo in Rome on March 2, 2018. Italy's anti-establishment Five Star Movement broke with tradition on March 1, 2018, by announcing its list of ministerial candidates, almost all of them political newcomers, before March 4 general election. / AFP PHOTO / Andreas SOLARO (Photo credit should read ANDREAS SOLARO/AFP via Getty Images) (Photo: ANDREAS SOLARO via Getty Images)

La riunione dei gruppi parlamentari fissata alle 21.30 di ieri sera slitta di un’ora. Mugugni vari dagli onorevoli pentastellati (“Certo, siamo sempre gli ultimi a essere consultati”, “I nostri al governo pensano di poter fare senza di loro”), che rimangono di fronte le webcam spente in attesa del segnale di inizio. Vito Crimi e Alfonso Bonafede chiedono il rinvio per fare il punto con Giuseppe Conte, che ha da poco pubblicato su Facebook il suo appello per un esecutivo di “salvezza nazionale”, mettendo sul piatto riforme e legge proporzionale. Un colloquio dal quale riemergono quando lo schermo si accende.

Una breve introduzione, poi iniziano gli interventi. Molti si iscrivono a parlare, tutti ribadiscono il sostegno a Conte, considerato elemento imprescindibile affinché il Movimento non si spacchi, ma l’unanimismo finisce lì. Perché diversi chiedono un cambio di approccio, le urne sono all’orizzonte, l’operazione responsabili è un flop totale. Nessuno invoca platealmente Matteo Renzi, ma Italia viva sì. Il ragionamento è semplice, come spiega uno dei presenti: “Senza i responsabili l’unica opzione per tenerci Conte e masticare amaro e riaprire a Iv. Le alternative sono che comunque i renziani rientrano, ma senza Conte, o fare il governo con Forza Italia, comunque senza Conte”.

Si discute animatamente, la frangia “mai più con Renzi” è battagliera, non demorde, ma il plebiscito che ci si aspettava sfuma già dai primi minuti. “Allora siamo d’accordo - conclude Crimi quando ormai era passata l’una di notte - sostegno a Conte e no a un ritorno di Iv”. Tutti d’accordo sulla prima parte, molti non sulla seconda, “ma quando ho provato a replicare che la sintesi non era quella avevamo tutti il microfono era silenziato”, si sfoga uno dei presenti.

L’assemblea lascia stra...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.