Crisi di governo, la richiesta di Conte: “Sui ministri decido io”

Crisi di governo Conte ministri

Sì agli accordi, ma “della squadra dei ministri mi occupo io”: questa la condizione posta dal premier dimissionario Giuseppe Conte nel corso del vertice notturno tra i leader del M5s e quelli del Pd sulla crisi di governo. Il capo di governo ha raggiunto Luigi Di Maio, Nicola Zingaretti e Andrea Orlando dopo il termine del G7 a Biarritz.

Conte sui ministri

Mentre si moltiplicano le ipotesi e i toto-ministri, nelle ore che precedono il secondo turno di consultazioni al Quirinale, Giuseppe Conte ha tentato di dire la sua. L’avvocato del popolo intende assicurarsi il pieno controllo sulla composizione della futura squadra di governo, qualora si dovesse procedere a un Conte bis ma di colore diverso rispetto al precedente, con il rosso del Pd a sostituire il verde della Lega.

I pentastellati spingono perché l’incarico di premier sia affidato a Conte, minacciando, in caso contrario, di far saltare tutte le trattative. Condizione che però non è gradita ai dem. Proprio a causa dell’impasse, sia sulla sua persona che sulla sua voce in capitolo nella scelta dei ministri, molti osservatori ritengono che il presidente del Consiglio uscente abbia ormai perso gran parte del suo peso politico. L’avvocato rappresenterebbe, nella strategia di Di Maio, un mero negoziatore.

Crisi di governo, ultime notizie

Le trattative proseguono a rilento e la soluzione alla crisi di governo Conte sembra essere sempre più lontana. Nessuna intesa è stata raggiunta nel corso del vertice notturno ed è stato annullato anche l’incontro che si sarebbe dovuto tenere a Palazzo Chigi alle ore 11 di martedì 27 agosto. Rinviata, invece, la riunione della direzione Pd. Il vertice è stato posticipato dalle 18 di martedì alle 10 di mercoledì.