Crisi di governo, le eventuali elezioni anticipate potrebbero tenersi il 2 ottobre

Mario Draghi
Mario Draghi

Dopo la rottura del Movimento Cinque Stelle di Giuseppe Conte, che ha quasi spezzato le speranze di una resurrezione del governo con la stessa maggioranza di quando nacque, gli scenari che potrebbero verificarsi da mercoledì in poi (giorno in cui Draghi parlamentarizzerà la crisi), si riducono sostanzialmente a due: ritenuta poco probabile la possibilità di imbarcare tutti quei pentastellati che ancora oggi contestano la linea dura, le ipotesi rimaste sembrano essere quelle di un Draghi bis senza l’appoggio del M5S e delle elezioni anticipate.

Elezioni anticipate il 2 ottobre: l’ipotesi

Proprio quest’ultimo sarebbe il finale a cui tutti si stanno preparando, magari ostentando preoccupazione o rassegnazione ma pronti ormai ad uno sforzo che forse sta per cominciare. Negli stati maggiori dei partiti si sta già infatti già parlando di come prepararsi alla campagna elettorale con gli occhi al calendario.

Se tra i partiti dovesse mancare l’accordo per appoggiare un esecutivo, il Presidente della Repubblica Mattarella dovrebbe sciogliere le camere entro la fine del mese e, in linea teorica, la data perfetta per il voto sarebbe domenica 25 settembre. Quel giorno cade però il Capodanno ebraico, Rosh Ha Shana, e già nel 1994 scoppiarono le polemiche perché il governo aveva fissato le elezioni durante la Pasqua ebraica (fu costretto a prolungare l’apertura dei seggi per altre 24 ore).

Per ovviare al problema si potrebbe andare direttamente alla domenica successiva, vale a dire il 2 ottobre. Se tutto andrà davvero così, sarà la prima elezione del parlamento italiano svolta in autunno.

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