Crisi di governo, l'incontro Pd-M5s: "Clima positivo e costruttivo"

Zingaretti e Di Maio

Dopo un primo incontro tra le delegazioni di Pd e M5s, per verificare la possibilità di un’intesa tra le due forze politiche per la formazione di un nuovo governo, è arrivato, in serata, il faccia a faccia tra i due leader, un vertice durato circa un’ora. Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio sono stati a cena insieme a Roma, in una casa privata. Secondo fonti qualificate di entrambi gli schieramenti, e come riporta l’Ansa, il Movimento 5 stelle avrebbe posto come condizione che Giuseppe Conte non lasci Palazzo Chigi, mentre Zingaretti punta a una discontinuità con il governo giallo-verde. Domenica partiranno sei tavoli tematici per il governo di svolta.

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Come è andato il primo confronto Pd-M5s

Al termine dell’incontro, Marcucci ha dichiarato: “La riunione si è svolta in un clima positivo e costruttivo, che ci fa ben sperare sulle prospettive”. Per il capogruppo del Pd Delrio, “c’è stata un’ampia convergenza sui punti dell'agenda ambientale e sociale. C'e' un lavoro molto serio da fare sulla legge di bilancio, sulle priorità”.

Sul tema caro al Movimento 5 stelle, il taglio dei parlamentari, il vicesegretario vicario del Pd Andrea Orlando ha dichiarato in una nota: “Noi siamo sempre stati e rimaniamo a favore del taglio dei parlamentari. Siamo disponibili a votare la legge ma riteniamo che vada accompagnato da garanzia costituzionali e da regole sul funzionamento parlamentare. E' questo il senso del calendario che siamo disponibili a costruire insieme e in tempi rapidi". L’unica questione aperta sembra essere ”questa ambiguità che ancora esiste rispetto alla decisione univoca di tenere una interlocuzione con il Pd”.

Fonti dei 5 Stelle, come riporta Ansa, hanno riferito: “C'è stato un clima costruttivo. Il M5S ha posto sul tavolo il taglio dei 345 parlamentari, per noi è un punto fondamentale e propedeutico. Servono garanzie su questo aspetto”.

“Questo tavolo non ha posto ostacoli insormontabili” ha ribadito Patuanelli. Alla domanda se sarà Conte il prossimo premier, il capogruppo M5s al Senato ha risposto: “Il tema dei nomi non mi appassiona”. D’Uva ha aggiunto: “Non abbiamo altri tavoli e altri confronti con altre forze politiche”.

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L’attacco di Salvini

“Farò di tutto per evitare un governo PD-M5S” ha detto Matteo Salvini durante una diretta Facebook.

“Che qualcuno stia pensando di riportare al governo i Renzi, le Boschi, i Lotti, le Boldrini che gli italiani hanno cacciato dalla porta no. Pur di evitare questo, dico che le porte e le vie del Signore e della Lega sono infinite” ha spiegato Salvini, “perché rivedere al governo Renzi e Boschi no. C'è un minimo di dignità da preservare”.


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Grillo spinge per un Conte bis

Anche Beppe Grillo è intervenuto con un lungo post sul suo blog, per rinnovare la sua fiducia all'ex premier Giuseppe Conte e definendo "una disgrazia" qualsiasi cosa "preveda di scambiarlo come facesse parte di un mazzo di figurine". "Sembra che nessuno voglia perdonare a Conte la sua levatura ed il fatto che ci abbia restituito una parte della dignità persa di fronte al mondo intero - ha scritto Grillo sul web, per poi tornare a parlare delle ultime elezioni: “L’Italia vota e il Movimento vince, ma è costretto a cercare un'alleanza per evitare di rifare le elezioni dieci volte, anche grazie a una legge elettorale fatta apposta e di fretta per renderci la vita difficile se avessimo vinto. Così il Movimento sceglie di fare un contratto con la Lega di Salvini, che in quel periodo era molto meno screditata del 'partito democratico' oramai trasformato in un girone di filobanchieri dall'ex menomato morale di Firenze". Infine l’affondo a Matteo Renzi: “il finto rottamatore, un guascone che compare su tutte le reti in una svendita di ferrivecchi ripetendo 'venghino siori venghino'. Salito su a furor di Europee, mancette e menzogne. Ha tradito la storia del Pd e il Paese".


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