Crisi di governo, Matteo Renzi: “No a elezioni subito”

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Al quarto giorno di crisi di governo, Salvini esprime tutta la sua voglia di voltare pagina: “Mi aspetto che il Parlamento si esprima il prima possibile e non dopo Ferragosto. Bisogna avere presto un governo che faccia la manovra”. Ma Roberto Fico puntualizza sul suo profilo Facebook che solo “i Presidenti di Camera e Senato convocano le Camere. Nessun altro”. Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla presidenza, braccio destro del premier Conte e numero due di Salvini, ritiene “scontato andare al voto”. A sua detta, Giuseppe Conte pare voglia una “rottura traumatica”. Tornano a farsi sentire e a dire la loro nello scenario politico italiano anche Beppe Grillo e Matteo Renzi. Se l’ex comico promette di “salvare l’Italia da nuovi barbari”, il vecchio sindaco di Firenze espone sul Corriere della Sera la sua soluzione per contrastare il successo di Salvini e l’avanzata della Lega.

Crisi di governo, la proposta di Matteo Renzi

È Zingaretti a rispondere alle voci riguardanti un possibile accordo tra M5S e Pd. “No a un governo Pd-M5S. Mattarella ci guiderà, il nostro partito sia unito. Queste sono le mie opinioni, ne dovremo discutere senza demonizzare idee diverse, senza accuse o invettive perché davvero siamo in una fase difficile nella quale c’è e ci sarà bisogno del contributo di idee e di lavoro di tutte e di tutti”. Così ha scritto sul suo blog. Quindi ha rincarato la dose: “Se concordiamo sul pericolo Salvini il primo assoluto bene da preservare è l’obiettivo dell’unità. Ma il primo passaggio per costruire l’unità è evitare di instillare veleno tra noi: non si dica che chi sostiene queste idee è per far fuori qualcuno, perché, ripeto, gli avversari io li ho sempre considerati e li considero fuori di noi”.

Intanto sulle pagine del Corriere della Sera, Renzi frena la corsa alle urne per evitare l’aumento dell’Iva e tagliare il numero dei parlamentari. “Elezioni subito? Una follia”, ritiene l’ex Presidente del Consiglio. Poi ha tenuto a precisare che l’apertura non sarebbe solo al M5S, ma a “tutti, dalla Lega ai 5 Stelle, da Forza Italia alla sinistra radicale, dalle autonomie ai sovranisti fino ai gruppi parlamentari del Pd”. A sua detta, inoltre, la crisi di governo risulta “incomprensibile”.

Per l’ex sindaco toscano dovrebbe essere un “governo di garanzia elettorale” a condurre gli italiani alle elezioni. Tre gli obiettivi principali su cui dovrebbe concentrarsi il nuovo governo auspicato da Renzi. In primis, la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia. Il fine resta scongiurare l’aumento dell’Iva. Poi la gestione del percorso elettorale. Quest’ultima sarebbe da affidare a personaggi autorevoli e non direttamente coinvolti nella tornata. Infine, l’approvazione della riforma costituzionale del Movimento 5 Stelle per il taglio dei parlamentari.

A tal proposito fa sapere: “I 5 Stelle hanno scommesso molto su questa riforma. A me non piace. Ma devo ammettere che hanno ragione loro quando dicono che sarebbe un assurdo fermarsi adesso, a un passo dal traguardo. Si voti in Aula in quarta lettura e si vada al referendum: siano gli italiani a decidere”.

“Se votiamo subito l’Iva va dal 22 al 25%? Prima togliamo le clausole e poi si vota. Abbiamo bruciato 15 miliardi, lo spread è alto, i risparmiatori soffrono. E con Salvini che chiede “pieni poteri”, i mercati temono l’uscita dall’euro. Si andrà a votare, certo. Ma prima vengono i risparmi degli italiani, poi le ambizioni di Capitan Fracassa”. Così ha commentato sul Corriere della Sera.

Non potevano mancare le accuse allo storico nemico, Matteo Salvini. Renzi, infatti, lo ha invitato a lasciare il ministero dell’Interno e Conte Palazzo Chigi: “I due saranno i leader di Lega e Cinque Stelle alle elezioni? Auguri. Ma, sfiduciati, non possono essere loro i garanti elettorali. Facciano la campagna, ma lascino gli uffici pubblici: si trovino un altro modo per pagare i loro mastodontici staff. Salvini non può fare il giocatore, l’arbitro e l’ultrà. Anche perché gli riesce fare solo l’ultrà“.