Crisi di Governo, Salvini: “Voglio fare uscire allo scoperto il M5S”

salvini

Il Senato ha deciso le date principali della crisi di Governo. Innanzitutto, la proposta di Salvini di anticipare la sfiducia al premier è stata bocciata. Giuseppe Conte si presenterà a Palazzo Madama nella giornata di martedì 20 agosto, mentre sarà alla Camera il 21. Nel frattempo, la seduta nell’aula del Senato di ieri, martedì 13 agosto 2019, ha visto dominare l’intervento di Matteo Salvini: “L’Italia vuole avere certezze e cosa c’è di più bello, democratico, trasparente, lineare, dignitoso che dare la parola al popolo. Cosa c’è di più bello. Non capisco la paura, il terrore, la disperazione”, così ha detto riferendosi alla possibilità di tornare alla urne.

Il monologo di Salvini è poi andato avanti, rivolgendosi al Movimento 5 Stelle: “Raccolgo l’invito di Di Maio: la Lega voterà per anticipare il voto sul taglio dei parlamentari, 345 in meno la settimana prossima, e poi si va immediatamente a votare. Affare fatto, noi ci siamo”. Non manca anche una frecciatina al suo eterno rivale, Matteo Renzi, il quale aveva proposto un governo di responsabilità: “Capisco il terrore da parte del senatore Renzi, comprensibilissimo: perché sa che con i disastri che ha fatto gli italiani lo mandano a casa immediatamente quindi piuttosto che lasciare la poltrona sta qua col vinavil”. Il discorso del Ministro degli Interni si è poi concluso con una famosa citazione di Paolo Borsellino: “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”.

L’alleanza con Berlusconi

A margine dell’intervento in Senato, Matteo Salvini chiarisce la sua posizione in merito ad una possibile alleanza con Silvio Berlusconi: “Ci siamo sentiti al telefono, ma non c’è stato alcun incontro. Ero troppo impegnato al Viminale” ha affermato il Ministro degli Interni, il quale sottolinea la vera priorità del momento: “Ci sono le navi di cinque ong con 500 ospiti a bordo” .

Alla domanda riguardante l’ipotesi di creare una lista unica con Berlusconi, il vicepremier risponde lanciando un’altra frecciatina al Partito Democratico: “Figuriamoci se mi sono messo a parlare di listini e listoni. Le opposizioni in qualunque parte del mondo hanno fretta di votare. Il Pd, invece, ha bisogno di tempo per inciuciare”.