Crisi energetica: dall'illuminazione al riscaldamento, cosa fare per evitare gli sprechi

Per risparmiare energia diverse città hanno deciso di limitare l'illuminazione pubblica, soprattutto per i monumenti. È il caso di Lione, nel sud-est della Francia. La città è nota per il suo Festival delle Luci, che si svolge ogni anno a inizio dicembre. Nonostante la crisi energetica il suo svolgimento non è in discussione, almeno per il momento. Tuttavia il Comune, guidato dai verdi, ha voluto dare l'esempio riducendo le illuminazioni giornaliere.

"Il Comune sta già spegnendo tutte le luci di Lione per quattro giorni alla settimana: ponti, chiese, musei, eccetera - dice Sylvain Godinot, vicesindaco di Lione e responsabile della transizione ecologica -. Si tratta di un'illuminazione non necessaria per il traffico pedonale e veicolare. Le persone capiscono che in un contesto di crisi non possiamo lasciare accese luci solo per fare scena. Dobbiamo concentrarci sui servizi pubblici essenziali".

L'illuminazione della città è un tema che coinvolge anche i negozi. Per incoraggiare il cambiamento gli attivisti stanno conducendo operazioni di "Switch Off" in diverse grandi città, come qui a Parigi. Molte vetrine infatti vengono lasciate accese tutta la notte, anche se la normativa prevede che le insegne debbano essere spente tra l'1 e le 6 del mattino.

Il governo francese di recente ha chiesto alle aziende di ridurre il consumo energetico del 10%, risparmiando su illuminazione e riscaldamento. Abbiamo parlato della questione della sobrietà energetica con Bruno Lafitte, ingegnere dell'Agenzia francese per la transizione ecologica e specialista in materia di illuminazione.

Diverse città nel mondo e in Europa hanno recentemente deciso di limitare l'illuminazione dei loro monumenti. Secondo lei questo tipo di limitazione ha un impatto reale in termini di risparmio energetico o è una mossa simbolica?

Ha sicuramente un impatto perché consente un risparmio immediato e diretto. D'altra parte, questo impatto sarà più debole di quello derivante dalla ristrutturazione di edifici che sono dei colabrodo energetici. Ma ogni azione conta. Questo è l'importante. Spegnere gli edifici pubblici è una cosa che tutti possono vedere: è un gesto collettivo perché tutti gli abitanti possono vederlo. È un gesto abbastanza facile, un gesto senza rimpianti. È un gesto che consente un risparmio energetico diretto.

Come potrebbe essere tradotto secondo lei il concetto di sobrietà in campo energetico? Lei ha parlato dell'importanza di spegnere le luci. Come potrebbe essere tradotto altrove?

Ci sono due aspetti. In primo luogo evitare gli sprechi di energia. Per quanto riguarda l'illuminazione, conosciamo bene la raccomandazione di spegnere la luce quando si esce da una stanza. In genere, non lasciate una luce accesa quando nessuno la usa. È uno spreco di energia. Oltre a evitare gli sprechi di energia, si può anche pensare ai propri usi. Questo è un elemento incluso nella nozione di sobrietà: pensare ai propri usi. Posso ridurre il mio consumo di elettricità semplicemente riducendo il mio livello di comfort, ad esempio. Perché non ridurre la temperatura della stanza in cui ci si trova in inverno e indossare un maglione piuttosto che rimanere in camicia o maglietta? Si tratta di un piccolo sforzo che alla fine non riduce il comfort della persona. Significa semplicemente pensare all'uso dell'energia.