Crisi energetica, la tempesta perfetta che si sta scatenando sull'Ue

Guerra in Ucraina, sanzioni economiche, inflazione, ricatto energetico, siccità estrema. A un certo punto l'alternativa, per alcuni cittadini europei, sarà tra mangiare e riscaldarsi. A meno che non si trovi una soluzione alla crisi energetica, scatenata da numerosi fattori.

La tempesta perfetta

L'Europa non sa cos'altro fare per proteggersi dalla tempesta perfetta che si sta scatenando sui prezzi dell'energia e che per molti cittadini si presenta come una minaccia esistenziale per il prossimo inverno.

"Siamo in una guerra energetica con la Russia che sta danneggiando l'intera UE", twitta Jozef Sikela, ministro dell'Industria della Repubblica Ceca.

La Repubblica Ceca, dopo la Francia, deterrà la presidenza di turno dell'Ue fino al 31 dicembre 2022. E ha convocato un vertice straordinario dell'UE-27 per affrontare la situazione il prima possibile.

Come se non bastasse..

La situazione è paradigmatica nelle due principali economie europee.

È il caso della Francia, un Paese fortemente dipendente dall'energia nucleare. La chiusura di numerosi reattori per esigenze di manutenzione ha fatto schizzare il costo per megawattora a 900 euro sul mercato dei futures, dieci volte più alto di un anno fa.

Germania, fortemente dipendente dal gas russo. I continui tagli alle forniture da parte di Gazprom e la prevista chiusura del gasdotto Nordstream il 31 agosto dipingono un quadro a tinte fosche.

Come se non bastasse, le energie rinnovabili hanno subito le conseguenze di una delle estati più calde e secche a memoria d'uomo.

I fiumi si sono prosciugati, senza energia per muovere le centrali idroelettriche a pieno regime e Il vento, da parte sua, è stato il grande assente durante le successive ondate di calore che hanno scosso il continente.