Crisi governo, cosa dicono Salvini e Meloni

(Adnkronos) - "Cinque Stelle e Pd da tempo bloccano l’Italia coi loro litigi e le loro pretese, con crisi, richieste di poltrone, ius soli, droga libera o Ddl Zan: gli Italiani non ne possono più, basta!". Lo dice Matteo Salvini, postando un suo video su Facebook. "Non se ne può più del teatrino di Conte, Letta, Di Maio, che passano il tempo a litigare, se volete andare avanti per settimane a begare fatevi da parte", dice nel filmato. "Conto che siano gli italiani presto a scegliere dei parlamentari seri, onesti e perbene", conclude il leghista.

Salvini farà il punto con i dirigenti della Lega anche oggi pomeriggio. Lo rende noto il partito di via Bellerio. "La Lega è sempre più sconcertata dalle polemiche tra Pd e 5Stelle, anche alla luce delle recenti dichiarazioni di Giuseppe Conte (con l’ultimatum al premier Draghi) e del dem Andrea Marcucci secondo il quale 'l’alleanza con M5S è finita'. Vista la situazione, secondo il partito di Salvini è ancora più comprensibile quanto dichiarato giovedì dal Presidente del Consiglio secondo il quale 'è venuto meno il patto di fiducia alla base dell’azione di governo'".

"Negli ultimi anni, nonostante la fase delicata, molte nazioni in Europa e nel mondo sono andate tranquillamente al voto. Perché in Italia si fa di tutto pur di impedire le elezioni? Lo trovo assurdo". Lo scrive su Twitter la presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni.

"Mi chiedo se tutti i cittadini rappresentati da Gualtieri, Sala, Nardella o da altri sindaci e presidenti di Regione che si sono espressi in questo senso, condividano l'appello perché un governo e un Parlamento distanti ormai anni luce dall'Italia reale vadano avanti imperterriti, condannando questa Nazione all'immobilismo solo per garantire lo stipendio dei parlamentari e la sinistra al governo", dichiara poi Meloni.

"E - indipendentemente da chi li ha votati - mi chiedo se sia corretto che questi sindaci e governatori che rappresentano tutti i cittadini che amministrano, anche quelli che la pensano diversamente, usino le Istituzioni così, senza pudore, come se fossero sezioni di partito. La mancanza di regole e di buonsenso nella classe dirigente in Italia comincia a fare paura”, conclude.

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