Governo, "escluso Draghi bis. Senza fiducia, crisi in mani Mattarella”

(Adnkronos) - Viene escluso un Draghi bis, da fonti di governo vicine al presidente del Consiglio. Se la crisi dovesse precipitare, viene riferito dalle stesse fonti, la 'partita' tornerà nelle mani del Capo dello Stato, poiché l'ex numero uno della Bce è orientato a tenere la linea già espressa in passato, ovvero andare avanti con la stessa maggioranza con un rinnovato patto di fiducia.

Intanto si va verso il voto delle risoluzioni che verranno presentate dalle forze politiche in Senato sulle comunicazioni del premier. Draghi, spiegano fonti di governo, "attende le posizioni dei partiti, nel rispetto del dettato costituzionale". E in queste ora, puntualizzano fonti di Palazzo Chigi, non c'è stato nessun contatto tra il premier e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La precisazione va fatta perché, dopo l'intervento duro della Lega in Aula, si erano fatti insistenti i rumors di un'accelerazione della crisi, senza andare alla 'conta' in Aula. Fonti vicine al presidente del Consiglio assicurano invece che Draghi attenderà il voto per decidere della permanenza nel governo.

"Il sentiero è stretto". Lo dicono fonti di maggioranza a proposito della situazione del governo Draghi. Questo non significa, spiegano le stesse fonti, che non si stia tentando di recuperare la tenuta del governo Draghi. Ma, si ammette anche, “ci sono forti tensioni” specie nei partiti di centrodestra.

Intanto al Senato si è tenuto un incontro tra Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto Speranza. Prima di incontrare Letta e Speranza, secondo quanto si apprende, il leader M5S ha visto anche il ministro della Cultura del Pd Dario Franceschini.

Sul fronte opposto ci sono stati in queste ore ripetuti contatti tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini per fare il punto sugli ultimi sviluppi della crisi del governo, riferiscono fonti di Fdi e Lega. "Il centrodestra unito per il bene del Paese'', ha detto Salvini di ritorno al Senato dopo il vertice di Villa Grande.

''La prima cosa è che i Cinque stelle non possono far parte di una maggioranza di governo con Fi e Lega. Con i Cinque stelle non ci può essere stabilità'', la linea di Fi ribadita dal coordinatore azzurro Antonio Tajani. Ma ''un nuovo governo profondamente rinnovato, perché non possono andare avanti i ministri e sottosegretari 5 stelle che hanno votato contro la fiducia''.

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