Crisi governo, parole Draghi agitano centrodestra: nuovo vertice

(Adnkronos) - Nuovo vertice del centrodestra a Villa Grande Matteo dopo le comunicazioni di Draghi in Senato sulla crisi di governo. ''Tira una brutta aria'', ha detto a mezza bocca un big del centrodestra dopo aver sentito l'intervento del premier. Non a caso, Silvio Berlusconi ha convocato per le 13 a 'Villa Grande' un nuovo vertice con Matteo Salvini Lorenzo Cesa e Maurizio Lupi dopo quello notturno finito intorno alla una.

La Lega è in fibrillazione dopo le parole di Draghi. "Vediamo ora che succede", ha detto ai suoi Salvini, prima di andare a Villa Grande. Salvini, raccontano alcuni dei presenti all'AdnKronos, avrebbe mostrato disappunto per alcuni passaggi della comunicazione, da molti letti come un attacco al partito.

A parlare tantissimi dei leghisti, riuniti in sala Kock al Senato. Molti hanno messo in guardia dal rischio di restare con il cerino in mano, se i Cinque Stelle dovessero poi votare di nuovo per Draghi. Tantissimi gli interventi in questo senso. Salvini ha preso atto, poi ha lasciato il Senato per andare da Berlusconi, facendo sapere che ogni decisione verrà presa collegialmente con gli alleati.

Sul tavolo del vertice del centrodestra ci sono dunque le comunicazioni fiduciarie di 'Super Mario', che saranno passate ai raggi x. Non pochi i passaggi che avrebbero scontentato anche FI. Draghi non ha risparmiato nessuno, si è lasciato scappare un parlamentare azzurro di lungo corso, che vede la trattativa un po' in salita a questo punto.

A mezzogiorno, intanto, il capogruppo alla Camera di FI Paolo Barelli ha riunito i suoi parlamentari per fare il punto della situazione e provare a ricompattare il gruppo visto che resta la divisione tra i sovranisti e l'ala più governista pro Draghi bis.

Dopo aver sentito il discorso del premier a palazzo Madama Salvini ha visto i suoi. Una riunione che avrebbe visto nuovamente Salvini "in fase di ascolto", come le ultime con i suoi parlamentari e ministri degli scorsi giorni. A palazzo Madama sono stati i senatori e i ministri della Lega ad aggiornare il leader, in vista del possibile voto di fiducia dopo le parole di Draghi. Poi la decisione di tornare a Villa Grande, per un nuovo vertice con il Cavaliere.

Non è passato inosservato il non-applauso dei salviniani al termine dell'intervento del presidente del Consiglio. Nessuno dei senatori del Carroccio si è espresso. "Lasciamo parlare il leader", ha tagliato corto un esponente di governo leghista a chi gli chiedeva lumi sulla valutazione del discorso del premier. Nel frattempo, anche per evitare uscite in ordine sparso, Matteo Salvini ha quindi convocato una riunione lampo al Senato. Con lui senatori, ministri e sottosegretari.

"La fiducia si vota su una risoluzione - ha spiegato intanto un leghista di primo piano - le risoluzioni si depositano alla fine della discussione generale, e poi il governo sceglie se mettere la fiducia e su quale risoluzione metterla", vedremo cosa succederà, c’è ancora tempo".

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