Crisi governo, Renzi resterà kingmaker per il Quirinale

Ugo Magri
·Giornalista
·2 minuto per la lettura
ROME, ITALY - JANUARY 19: Leader of Italia Viva and Senator Matteo Renzi addresses the Senate prior to a confidence vote on January 19, 2021 in Rome, Italy. Following the resignation of two ministers in Conte's coalition government over a dispute on spending of EU funds during the pandemic, the Italian government is on the verge of another crisis. Pool Photo by Francesco Fotia. (Photo by AB Pool - Corbis/Corbis via Getty Images) (Photo: AB Pool - Corbis via Getty Images)
ROME, ITALY - JANUARY 19: Leader of Italia Viva and Senator Matteo Renzi addresses the Senate prior to a confidence vote on January 19, 2021 in Rome, Italy. Following the resignation of two ministers in Conte's coalition government over a dispute on spending of EU funds during the pandemic, the Italian government is on the verge of another crisis. Pool Photo by Francesco Fotia. (Photo by AB Pool - Corbis/Corbis via Getty Images) (Photo: AB Pool - Corbis via Getty Images)

I tre Re Magi del centrodestra sono andati da Mattarella a chiedergli le elezioni, cioè il modo più efficace per tenere in vita il governo. Se volessero davvero mandarlo a casa per arrivare al voto, dovrebbero fare esattamente il contrario: lasciar credere che una soluzione alla crisi in ogni caso si troverà. Così invece terrorizzano i «peones» che temono di non essere rieletti e qualcuno, disperato, finirà per gettarsi tra le braccia di Conte. Un soccorso indiretto. Possibile che Salvini, Tajani e Meloni non se ne rendano conto? E se lo sanno, perché fare questo regalo all’Avvocato del popolo?

La loro risposta è che, tanto, non andremmo lo stesso a votare; perfino se cadesse il governo, i «poteri forti» si metterebbero di traverso; Washington, Bruxelles, le varie capitali europee scatenerebbero l’inferno per impedire al Capitano di riconquistare l’Italia; cosicché invece di correre alle urne finiremmo per ritrovarci con qualche strana formula di emergenza, tipo governo Draghi, nella quale il centrodestra resterebbe impigliato. Quello sì che sarebbe un enorme guaio. Per cui meglio fare bella figura con i propri ultrà, gridare «al voto al voto» pur sapendo che non voteremo, tenersi un altro annetto Conte depotenziato ma fingendo di volerlo cacciare. E approfittare della sua faida con Renzi per tentare tra 12 mesi esatti il colpaccio che alla destra italica non riesce più dai tempi lontani di Giovanni Leone: dire l’ultima parola nella corsa al Quirinale ed eleggere un presidente «amico».

Grazie alla crisi, le premesse ci sono tutte. Prendiamo il pallottoliere e vediamo perché. Palline rosse, la maggioranza attuale; palline blu, la destra; palline gialle, i renziani. Sommando insieme i deputati e i senatori che hanno appena votato la fiducia, l’area di governo raggiunge quota 477. Tutti gli altri arrivan...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.