Crisi M5s: quanto costerebbe il divorzio Grillo-Conte?

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Non si arresta la crisi interna al M5s. Dopo che Beppe Grillo aveva chiesto di poter procedere alla votazione del direttorio a 5, è intervenuto Vito Crimi, che ha deciso di sfidare il garante del Movimento accettando di dare il via tutte le procedure per la presentazione delle candidature e per le verifiche dei requisiti, "ma il voto avverrà su SkyVote", ha imposto il capo pentastellato. SkyVote è la piattaforma che aveva scelto Giuseppe Conte dopo la migrazione dei dati degli iscritti dal sito dell'associazione di Davide Casaleggio. Addio, quindi, a Rousseau.

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I costi di un eventuale divorzio Grillo-Conte

Cosa succede adesso? Potrebbe verificarsi la scissione di cui tanto si parla, con la possibile nascita di un nuovo partito guidato da Conte. E, come per ogni divorzio che si rispetti, bisognerebbe iniziare a parlare di denaro. 

Sì, perché sul tavolo dei grillini non ci sono solo questioni politiche, ma anche 12,6 milioni di euro annui di rimborsi ai gruppi parlamentari del Movimento. Introiti, questi, fondamentali per portare avanti l'attività del gruppo fino ad oggi, in quanto i Cinque Stelle non percepiscono finanziamenti privati ma puntano tutto sui contributi degli eletti

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Attualmente, alla Camera sono 161 i deputati pentastellati. E ognuno di loro guadagna 53 mila euro l'anno. A Palazzo Madama, invece, i rimborsi dei senatori (75 in tutto) ammontano a 55 mila euro. Si parla dunque, rispettivamente, di 8,5 e 4,1 milioni l'anno.

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Il futuro dei 5 stelle (e di Conte)

Ma non è solo mero denaro. Se un divorzio effettivamente avvenisse, infatti, bisognerebbe anche pensare a che fine farebbero i 130 dipendenti che permettono che la macchina parlamentare grillina vada avanti, divisi tra Montecitorio e Senato. Molti di loro, infatti, rischiano di essere licenziati perché mancherebbero i fondi per gli stipendi. Dove andrebbero? Con quale dei due leader? 

E se anche decidessero di sostenere Conte, per costruire un nuovo partito servono soldi, e non pochi. "E con quali fondi? — si chiedono i fedeli a Grillo, secondo quanto riporta il Corriere — Finanziamenti dai privati? Quelli che abbiamo sempre rifiutato in nome della trasparenza?".

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