Crisi olio, Granieri (Unaprol): abbassare acidità per extravergine

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Roma, 26 nov. (askanews) - "Una stagione veramente complessa quest'anno, una stima importante messa in discussione dal maltempo. Abbiamo iniziato la raccolta in Sicilia, che di fatto è la regione che produce l'olio novello italiano, con notevoli difficoltà. Una scarsità di produzione e una eccellenza nella qualità, ma questo non è servito perché in termini di prezzo l'olio non ha avuto un vero exploit". Lo ha detto il presidente di Unaprol, David Granieri, intervistato da Askanews. Le difficoltà della campagna olivicola 2019 sono ormai sotto gli occhi di tutti, sia come raccolta sia come prezzi. Sul fronte produzione è stata fortemente penalizzata anche la Puglia, "dove non solo abbiamo una complessità nella raccolta dovuta alle piogge ma anche alla gestione delle sanse".

"Tutto questo - spiega Granieri - in un momento in cui di fatto c'è una crisi in atto sul prezzo dell'olio, che arretra del 40% ma per motivi diversi". Attualmente, infatti, il prezzo alla produzione dell'olio al chilo si aggira intorno ai 3,20 euro, rispetto ai 5 euro dello scorso anno e la produzione italiana è stimata complessivamente, a livello nazionale, intorno alle 320.000 tonnellate di olio.

Tra i motivi alla base di questa forte crisi del prezzo dell'olio, che rischia di mettere in ginocchio gli olivicoltori, c'è "il fatto di vedere il mercato italiano invaso da olio di altra provenienza e il motivo è concorrenziale. Cioè - ha precisato Granieri - sono oli diversi, che costano meno ma che in realtà concorrono tutti alle stesse regole internazionali, le regole Coi" (Acronimo per International olive council, ndr.).

Per questo Unaprol ha proposto di valorizzare la qualità dell'extravergine di oliva abbassando, negli standard internazionali che sono regolamentati a livello europeo, la percenduale di acidità per l'olio extravergine. La soglia attuale, consente infatti all'olio vergine di essere etichettato come 'olio extra vergine di oliva': "la nostra proposta è di modificare le regole internazionali sull'extravergine - ha detto Granieri - un olio 0,8 non è un olio extravergine, è un oliovergine e questo non può continuare così. Lo diciamo da tanti anni e lo scorso anno abbiamo fatto una proposta al direttore esecutivo del Coi: bisogna stringere i parametri perché i consumatori devono essere garantiti e devono potere acquistare, anche ad un migliore prezzo, ma un extravergine di qualità".

Unaprol ha quindi chiesto l'abbassamento del livello di acidità dell'olio extravergine di oliva dall'attuale tetto dello 0,8% al tetto massimo dello 0,5%, che escluderebbe l'olio vergine dal potere essere venduto come "extravergine". Questo nella convinzione che "l'olio extravergine italiano di qualità possa "competere con regole chiare e serie sul mercato internazionale senza grandi difficoltà, e magari abbandonare anche questi trascorsi di crisi che sono altalenanti e ogni anno si ripropongono al tavolo della crisi dell'olio".