Crisi Russia Ucraina, Putin all’OTSC: “Stati Uniti sviluppano armi batteriologiche a Kiev”

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In occasione del vertice dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (OTSC), il presidente russo Vladimir Putin ha accusato gli Stati Uniti d’America di star lavorando allo sviluppo di armi batteriologiche in Ucraina.

Crisi Russia Ucraina, Putin all’OTSC: “Stati Uniti sviluppano armi batteriologiche a Kiev”

Nella giornata di lunedì 16 maggio, si è tenuta a Mosca una riunione dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (OTSC), presieduta dal presidente russo Vladimir Putin.

In questa circostanza, il leader del Cremlino ha accusato gli Stati Uniti d’America di essere al lavoro sullo sviluppo di armi batteriologiche in Ucraina.

Nello specifico, Putin ha dichiarato: “Riteniamo che gli sforzi della OTSC debbano continuare a concentrarsi sulla lotta al terrorismo, al traffico didroga e alla criminalità organizzata. Le forze dell’ordine dei nostri Paesi hanno instaurato una buona cooperazione in questo settore al fine di chiudere i canali di reclutamento e neutralizzare le risorse delle organizzazioni terroristiche internazionali. Anche il problema di garantire la sicurezza biologica richiede la massima attenzione. Da tempo lanciamo l’allarme sulle attività militari-biologiche degli Stati Uniti nello spazio post-sovietico. Come sapete, il Pentagono ha creato decine di laboratori e centri biologici specializzati nella nostra regione comune, che non si occupano affatto di fornire assistenza medica specifica alla popolazione dei Paesi in cui hanno dispiegato le loro attività. La loro missione principale è quella di raccogliere materiale biologico e di studiare per i propri scopi le peculiarità della diffusione di virus e malattie pericolose. E ora, durante l’operazione speciale in Ucraina, sono state ottenute prove documentali che dimostrano che componenti di armi biologiche sono state effettivamente create nelle immediate vicinanze dei nostri confini, in violazione della Convenzione sulle armi biologiche e tossiche, e che sono stati praticati possibili metodi e meccanismi per destabilizzare la situazione epidemiologica nello spazio post-sovietico”.

Ucraina, UE sul sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca e contro Putin

In Europa, intanto, un portavoce della Commissione europea ha diramato una nota interpretativa delle linee guida che le aziende devono rispettare per quanto riguarda il gas russo. L’Unione Europea, infatti, ha asserito che esiste un modo per pagare il gas russo senza violare le sanzioni emanate dall’Occidente.

Secondo quanto riferito attraverso la nota, quindi, è possibile apprendere quanto segue: “La procedura di pagamento prevista dal decreto russo del 31 marzo violerebbe le sanzioni Ue, ma ci sono opzioni disponibili per le aziende per continuare a pagare il gas in euro o dollari in linea con i contratti concordati”.

Inoltre, è stato spiegato che l’apertura di un conto bancario presso Gazprombank non rappresenta una violazione delle sanzioni a patto che il conto non venga aperto in rubli.

Ungheria, Orban: “Sicurezza energetica è nostra linea rossa. Occidente sta tentando il suicidio”

In relazione al sesto pacchetto di sanzioni che l’Unione Europea intende emanare contro la Russia, è intervenuta l’Ungheria.

Secondo quanto riferito da Infostart, infatti, il primo ministro ungherese, Viktor Orban, ha tenuto un discorso inaugurale in Parlamento pronunciato a seguito della sua rielezione durante il quale ha affermato: “L’Ungheria non porrà il veto a sanzioni alla Russia nell’interesse dell’unità europea fino a quando non sarà oltrepassata la linea rossa, ovvero non sarà in pericolo la sicurezza energetica del Paese”.

Il leader ungherese, inoltre, ha affermato che l’Occidente sta “tentando il suicidio” e ha dichiarato: “Il vasto programma di scambio della popolazione occidentale, che cerca di sostituire i bambini cristiani non ancora nati con migranti; la follia di genere, che vede nell’uomo il creatore della propria identità sessuale; un programma di un’Europa liberale che trascende gli Stati-Nazione e il cristianesimo e non fa nulla per sostituire queste forze di conservazione. Siamo afflitti contemporaneamente dai problemi economici, dalla guerra, dalla debolezza intellettuale dell’Europa e dall’errore politico di Bruxelles. È un compito difficile stabilire la direzione e mantenerla, ma possiamo riuscirci”.

Orban, infine, ha fatto anche riferimento alla “follia suicida” dell’Unione Europea, precisando che “il prossimo decennio sarà un’era di pericoli, incertezza e guerra” e facendo riferimento a quelli che ha descritto come “la follia del gender” e “il grande programma per la sostituzione della popolazione europea”.

Ministro degli Esteri ungherese: “Stop importazione petrolio russo impone modernizzazione infrastruttura energetica”

In merito ai rapporti con l’UE, è intervenuto anche il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, che ha presentato il conto dell’Ungheria da saldare per convincere il Paese a votare il sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca, incluso l’embargo sul petrolio.

A questo proposito, il ministro Szijjarto ha affermato: “Se l’Ungheria dovesse fermare le importazioni di petrolio russo, è necessaria una completa modernizzazione dell’infrastruttura energetica ungherese su una scala di 15-18 miliardi di euro. È legittimo che gli ungheresi si attendano una proposta dalla Commissione europea per attutire il colpo”.

Il politico ungherese, poi, ha aggiunto: “Se l’Unione Europea vuole introdurre un embargo sul petrolio, deve esentare il trasporto via oleodotto. Questa è la soluzione più semplice che da un lato può servire gli interessi di Bruxelles e dall’altro non mette i Paesi che ricevono il petrolio tramite oleodotti in una posizione estremamente difficile e inaccettabile“.

Guerra in Ucraina, Kuleba: “Un solo Paese blocca embargo petrolio. No a sesto pacchetto sanzioni senza embargo petrolio”

Al termine di una riunione con i ministri degli Esteri dell’Unione Europea, il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha rilasciato alcune dichiarazioni sul sesto pacchetto di sanzioni stilato contro Mosca e sull’embargo sul petrolio russo da parte dell’UE.

Nello specifico, il ministro ucraino ha dichiarato: “C’è un sostegno chiaro per l’embargo al petrolio da parte dei ministri degli Esteri dell’Ue. C’è un solo un Paese che continua a bloccare l’introduzione dell’embargo e bisogna trovare il modo di indirizzare le sue preoccupazioni. Al mio arrivo nella stanza dell’incontro non c’era ancora l’accordo sull’embargo e non so se si raggiungerà oggi”.

Il Paese a cui allude Kuleba è, appunto, l’Ungheria di Orban.

Durante il suo intervento tenuto a Bruxelles dopo il Consiglio Affari esteri dell’UE, il ministro degli Esteri ucraino ha ammesso: “Non posso credere che il sesto pacchetto di sanzioni sia approvato senza l’embargo al petrolio, la domanda ora è quando verrà approvato. Siamo delusi che non sia stato adottato ma è compito dell’Unione Europea trattare con le autorità ungheresi, perché si tratta di una questione di famiglia – e ha ribadito –. Non credo che il sesto pacchetto di sanzioni possa essere adottato senza l’embargo al petrolio. L’Ucraina è contraria all’adozione del sesto pacchetto senza embargo sul petrolio. Credo che sarà introdotto. La domanda è quando e quale sarà il prezzo che l’Unione europea dovrà pagare per farlo succedere”.

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