Ipotesi rimpasto

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Il fantasma della crisi di governo non sembra più aleggiare sui tetti di Palazzo Chigi ma un altro, in queste ore, sembrava prenderne il posto: quello del rimpasto. Un'ipotesi che, almeno nelle parole del premier Conte non sembra tuttavia essere ancora realtà: "Nessuno me lo ha chiesto - ha specificato il presidente del Consiglio parlando con i giornalisti -. Quando mi verranno poste questioni sull'operato di un ministro, le prenderò in considerazione". E ancora: "Sono soddisfatto della mia squadra stanno operando tutti bene", dice, aggiungendo: "Se qualcuno dei ministri ha qualche osservazione, viene da me e me la rappresenta. L'ultima volta non mi è stato posto alcun problema"."La mia posizione sul governo è chiara - ha poi specificato -, siamo qui per realizzare un mandato preciso, con un progetto di riforme molto ampio, e invito tutti a non valutare il nostro operato giorno per giorno. Stiamo riformando il paese, forse non ce ne accorgiamo ma lo stiamo facendo. Questo disegno richiederà del tempo, si completerà nel giro di mesi, anni. Io quando prendo gli impegni li porto a termine, mi troverete qui a cercare di soddisfare le richieste e i bisogni dei cittadini".  

In ogni caso, la convinzione tra i ministri grillini è che dopo aver fatto il passo indietro sul commissario Ue in quota leghista, Matteo Salvini alzi la posta, chiedendo per sé più caselle nel governo giallo verde.  

E le parole sibilline del vicepremier e responsabile del Viminale - 'alcuni ministri grillini non sono all'altezza' - risuona nelle stanze 5 Stelle, dove ci si interroga su quel che accadrà nelle prossime ore, nell'attesa di un chiarimento tra Di Maio, Salvini e il premier Conte. La casella più a rischio, viene sostenuto da alte fonti di governo ascoltate in queste ore dall'AdnKronos, sarebbe quella del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, occupata da Danilo Toninelli. 

Un indizio in più, la lite sulla gronda di Genova. Alla Lega il Mit farebbe gola, mentre altri ministeri considerati a rischio - vedi la Salute - non rientrerebbero negli interessi del Carroccio, assicurano le stesse fonti. Il timore dei grillini è che la Lega, dopo aver mandato già il boccone amaro dello stop a Giancarlo Giorgetti commissario Ue, possa voler invertire i rapporti di forza nell'esecutivo, avocando a sé più 'poltrone'. 

DIFESA E AMBIENTE - Ma sugli altri due dicasteri considerati a rischio, Difesa e Ambiente, sembra che i 5 Stelle intendano tenere la barra dritta. Elisabetta Trenta, protagonista dei botta e risposta al vetriolo proprio con Salvini, parrebbe blindata; l'Ambiente, dove siede il Comandante della forestale Sergio Costa, viene considerato un ministero "incedibile: l'Ambiente è una delle nostre cinque stelle e Costa sta facendo bene, su quella non possiamo cedere", confida all'AdnKronos un esponente di governo M5S. Quanto a Toninelli, il responsabile del Mit sembra in evidente difficoltà anche per il 'fuoco amico' alla quale è sottoposto ormai da mesi. Alcuni sostengono che sui dossier più delicati - vedi Autostrade - sia stato 'commissariato' di fatto da Stefano Buffagni, sottosegretario agli Affari Regionali molto vicino ai vertici pentastellati. 

TRASPORTI - Cedere il Mit alla Lega però fa paura, perché è in quel ministero che si giocano molte partite fondamentali per il M5S: la Tav e Autostrade, solo per citarne due. Il Movimento è all'angolo: a Strasburgo ha giocato bene le sue carte - come la vicepresidenza del Parlamento Ue a Fabio Massimo Castaldo e i voti 'salvifici' a von der Leyen che li ha riscattati dalla temuta irrilevanza - ma a Roma le difficoltà appaiono evidenti. "Qualcosa dovremo pur cedere", il refrain di queste ore. Ore in cui Toninelli sembra ogni minuto più a rischio.