Crisi Thomas Cook: resort non lascia uscire gli ospiti

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Migliaia di cittadini in vacanza o in trasferta che rischiano di ritrovarsi bloccati in una località lontana dalla loro casa. Potrebbe essere questo uno degli effetti immediati del fallimento del gruppo Thomas Cook, tour operator britannico che ha bisogno di trovare 200 milioni di sterline per evitare la catastrofe.

Se tutto questo non bastasse, alcuni vacanzieri britannici sono stati bloccati da alcune guardie di sicurezza presso un resort in Tunisia, in quanto è stato richiesto loro di pagare un extra per aiutare a trovare i soldi per evitare il fallimento.

La crisi del gruppo Thomas Cook

Una storia lunga 178 anni, quella del gruppo Thomas Cook, che adesso rischia di finire nel peggiore dei modi. Ha bisogno di 200 milioni di sterline per ripianare la situazione, ma alcune controversie in Consiglio d’amministrazione, oltre alle difficoltà a reperire d’urgenza questa somma, stanno mettendo seriamente a rischio la vicenda.

Un collasso, quello dell’azienda, che finirebbe per colpire clienti in tutta Europa, molti dei quali già pronti a partire, o peggio ancora, già all’estero e che dovrebbero rientrare a breve. Per quanto riguarda i lavoratori, inoltre, 21 mila persone rischiano di perdere il posto di lavoro. Si tratta perlopiù di impiegati negli uffici, nei 200 hotel e nelle 4 compagnie aeree di proprietà del gruppo.

Se tutto questo non bastasse, alcuni vacanzieri britannici hanno reso pubblica, attraverso i social e media britannici, una situazione davvero surreale. Ospiti nel resort Les Orangers in Tunisia, hanno dichiarato che le guardie di sicurezza armate hanno cercato di impedire loro di andarsene. In base a quanto si evince da Metro.co.uk, i cancelli venivano tenuti chiusi, mentre l’hotel chiedeva agli ospiti di pagare delle tasse extra per paura che la compagnia non sarebbe riuscita a trovare i 200 milioni di sterline. Secondo quanto riferito, una donna anziana ha sborsato 2.000 £ in più, nonostante avesse già pagato tutto.

Cancelli chiusi in un resort in Tunisia

Ryan Farmer, del Leicestershire, ha dichiarato che l’hotel ha convocato tutti gli ospiti alla reception e ha detto loro “di pagare costi aggiuntivi, ovviamente a causa della situazione con Thomas Cook“. Le guardie di sicurezza hanno quindi tenuto chiuse le porte dell’hotel, rifiutando di consentire agli ospiti di entrare o uscire. Allo Stephen Nolan Show della BBC Five, il signor Farmer ha detto: “Non potevamo lasciare l’hotel. Lo descriverei esattamente come l’essere tenuto in ostaggio“. Le guardie non rispondevano ad alcun tipo di richiesta da parte degli ospiti. Anzi, “c’era un signore dall’Irlanda che cercava di parlare con le guardie di sicurezza e dire: “Vogliamo andare a casa, vogliamo andare a casa. Puoi farci uscire?”. A quel punto “lo guardano e ridono e continuano a tenere chiuso il cancello“. Il turista ha aggiunto: “Un rappresentante di Thomas Cook sta cercando di sistemare le cose con l’hotel, ma non sembravano interessati.”

Una situazione in cui nessun turista vorrebbe sicuramente trovarsi e per la quale è stata anche avvisato il consolato britannico in Tunisia. Nel frattempo la compagnia è pronta a discutere della situazione fallimentare dell’azienda, con la speranza di riuscire a trovare una soluzione.

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