Crisi, tre suicidi in un giorno per problemi economici

Torino, 8 mag. (LaPresse) - Due disoccupati nel salernitano e un imprenditore nel milanese. Sono tre le vittime della crisi che si sono suicidate oggi per problemi economici. Situazioni talmente pesanti da portare i tre al gesto estremo. Tutti e tre, prima di suicidarsi, hanno lasciato dei biglietti ai familiari spiegando di non farcela più ad andare avanti a causa delle difficoltà economiche. Un uomo di 48 anni è stato trovato impiccato a Salerno all'interno di un locale adibito a deposito commerciale in via Stefano Brun 9, zona industriale della città. L'uomo, prima di suicidarsi, aveva lasciato un messaggio alla moglie e ai due figli in cui motivava il gesto spiegando le ragioni della sua disperazione. Il 48enne aveva perso il suo posto di lavoro come custode di un'azienda di ingrosso alimentare circa un anno e mezzo fa e, proprio a causa del licenziamento, un mese fa aveva ricevuto l'avviso di sfratto dalla sua abitazione, appartenente della stessa azienda. A trovarlo i familiari che hanno subito avvisato i carabinieri e la polizia, ma per l'uomo non c'è stato nulla da fare. Poco dopo un operaio edile 64enne si è suicidato a San Valentino Torio, nel salernitano. L'uomo si trovava nel suo appartamento e ha approfittato di un momento in cui la moglie si trovava al piano superiore dell'abitazione per spararsi un colpo di fucile in pieno petto. A trovare l'uomo uno dei figli che ha sentito lo sparo dalla strada. L'uomo, senza lavoro da qualche mese, ha lasciato un biglietto ai suoi cari motivando il gesto con le difficoltà economiche, aumentate in vista dell'imminente matrimonio di uno dei figli. Non era invece un disoccupato, ma un imprenditore oppresso dai debiti, Luigi Carlo Fenzi. Sessantenne di Saronno, titolare delle 'ST3', società che si occupa di pubblicare materiale didattico e organizzare corsi per l'utilizzo di apparecchiature elettroniche nel settore delle telecomunicazioni, si è tolto la vita al'interno del parco delle Groane, a Cesate Milanese. L'uomo, oppresso dai debiti, si è impiccato ad un albero lungo la strada 14 del parco. Poco prima di morire, però, l'imprenditore, sposato con due figli, ha telefonato al 112 avvisando i carabinieri di Rho che all'interno del parco aveva visto un suicida. Solo dopo una verifica, i militari hanno appurato che la chiamata era partita proprio dal cellulare di Fenzi. In tasca l'uomo aveva un biglietto che denunciava la situazione disperata in cui si trovava la sua azienda e chiedeva "più lavoro e più dignità". Nel biglietto l'uomo spiegava di non aver più lavoro e di non essere più in grado di far fronte ai debiti com'era riuscito a fare invece negli ultimi 5 anni. Fenzi si era allontanato da casa nel primo pomeriggio e probabilmente ha maturato l'idea di togliersi la vita mentre stava tornando a casa.

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