Crisi Usa-Iran, nelle carceri innalzato il livello di allerta

Red/Cro/Bla

Roma, 8 gen. (askanews) - La minaccia terroristica di matrice internazionale è ormai da tempo accostata alla considerazione che le carceri possano costituire un bacino di reclutamento importante, agevolato oltre che dal massiccio affollamento degli istituti penitenziari anche dalla mancanza di punti di riferimento esterni. A ciò si aggiungono, come riscontrato più volte dal monitoraggio che viene svolto quotidianamente dagli uomini del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, le condizioni di disagio e vulnerabilità che possono incidere in maniera preponderante su "suggestioni" derivanti dalla propaganda jihadista. Da qui al rischio radicalizzazione il passo è davvero breve.

Per questo, in considerazione dell'attuale scenario internazionale e della recente crisi dei rapporti fra Stati Uniti e Iran a seguito dell'uccisione del generale Soleimani, il Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria ha inviato oggi una nota ai direttori e ai comandanti degli istituti, ai provveditori e alle sedi centrali e periferiche del Nucleo Investigativo Centrale e del Gruppo Operativo Mobile per elevare il livello di allerta e di sensibilità nei confronti di un possibile innalzamento della minaccia terroristica.

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