Cristallo (Sardine) a Salvini: mi batto anche per sua figlia

Mda

Milano, 22 dic. (askanews) - "Abbiamo entrambi figlie femmine ed è per questa ragione che le chiedo se ha intenzione di raccontare a sua figlia, quando non sarà più piccina, che oggi sulla sua pagina Facebook permette a legioni di frustrati di sfogare pulsioni sessuali represse. Lo saprà sua figlia che consente ai suoi sostenitori di inneggiare allo stupro di gruppo per 'punire' una donna che semplicemente non la pensa come lei?". Questo uno dei passaggi della lettera indirizzata a Matteo Salvini via facebook dall'esponente delle Sardine Jasmine Cristallo, dopo la pubblicazione del leader leghista del link all'intervista rilasciata dall'esponente delle "sardine" a Otto e mezzo su La7.

"Alla macchina infernale che mi ha aizzato contro - ha scritto Jasmine Cristallo - ho risposto cantando una canzone ed inviando i miei amici a non rispondere alle offese o a farlo con parole positive e versi di poesie. Io e lei siamo genitori e credo che il nostro compito principale sia rendere partecipi delle proprie azioni i figli, che si educano attraverso l'esempio".

"Racconterà a sua figlia - ha proseguito Cristallo - che espone foto di donne solo per farle dileggiare e violentemente aggredire con frasi e aggettivi raccapriccianti?". E ancora: "Ci pensa a come si sentirebbe se fosse sua figlia la vittima di quella stessa violenza che infligge ad altre donne? Posso per ora raccontarle come ha reagito la mia di figlia, che ha 19 anni ed ha commesso la sciocchezza di leggere i commenti a me destinati dai suoi campioni di civiltà: tremava". "Dopo lo smarrimento iniziale - ha proseguito - è passata ad un istintivo desiderio di protezione nei riguardi di sua madre. Una missione evidentemente impossibile per una giovane donna di fronte a quella mole di brutalità e aggressioni gratuite mosse dalla 'Bestia'".

"Quanto a lei, Salvini - ha concluso - non mi aspetto delle risposte ma sappia che da oggi ho una ragione in più per non arretrare di un passo e difendere il mio diritto al dissenso, a battermi per un mondo civile, in cui le donne non vengano brutalizzate. Lo devo a noi donne, a mia figlia ed anche alla sua".