Cristiano Ronaldo e l'assurda gestione da parte di Pirlo: veramente questa Juve pensa di poterne fare a meno?

Antonio Parrotto
·2 minuto per la lettura

I numeri non sono veritieri al 100% ma danno idea di qualcosa che non quadra. La Juventus, nel corso di questa stagione, ha rinunciato a Cristiano Ronaldo a causa del Covid e i risultati non sono stati particolarmente esaltanti.

Nelle 4 gare stagionali senza CR7 prima di Benevento, la Juventus di Andrea Pirlo aveva ottenuto due pareggi in campionato contro Crotone ed Hellas Verona, una sola vittoria in casa della DinamoKiev e una sconfitta in Champions League contro il Barcellona. I bianconeri avevano segnato quattro gol: 3 li ha firmati Morata, uno Kulusevski. Ieri contro il Benevento è arrivato un pareggio, con gol di Morata.

Cristiano Ronaldo e Andrea Pirlo, Juve | Danilo Di Giovanni/Getty Images
Cristiano Ronaldo e Andrea Pirlo, Juve | Danilo Di Giovanni/Getty Images

I numeri spiegano tanto in questo caso: questa Juventus non può permettersi di rinunciare a Cristiano Ronaldo! Quella di Pirlo è una Juve rinnovata, che ha puntato sui giovani, che ha rinunciato all'esperienza di tanti elementi come Pjanic, Matuidi, Higuain (anche se criticati questi calciatori avevano un peso specifico non indifferente nello spogliatoio e anche nella gestione delle pressioni), sono arrivati tanti giovani come Kulusevski, McKennie e Chiesa, talentuosi ma sin qui poco abituati a vincere. Non tutti sono De Ligt insomma.

La gestione di Pirlo è stata disastrosa. Cristiano Ronaldo - facile scriverlo ora direte voi ma vi assicuro che il sottoscritto era critico sulla scelta sin da quando è iniziata a circolare la voce - doveva riposare in Champions League dove la Juve ha già ottenuto la qualificazione. Veramente questa Juve pensava di avere vita facile a Benevento? Eccesso di supponenza da parte dei bianconeri e dello stesso Pirlo, che in più di un'occasione ha dimostrato di avere un atteggiamento borioso. E intanto i pareggi sono 5: era dal 2001/02 che la Juventus non pareggiava almeno cinque delle prime nove giornate di Serie A (in quel caso tre vittorie, cinque pareggi e una sconfitta. Un altro allenatore al suo posto sarebbe stato criticato e contestato in ogni zona d'Italia e del mondo.

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