De Cristofaro (LeU) a Fioramonti: non è il momento di arrenderci

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Roma, 20 dic. (askanews) - Una lettera aperta di un sottosegretario per convincere il suo ministro a non lasciare: l'ha scritta Peppe De Cristofaro (Sinistra italiana-LeU), sottosegretario al Miur, indirizzandola al Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Lorenzo Fioramonti. "Caro Lorenzo, ti chiamo per nome, perché in questi mesi di lavoro comune - si legge nel testo pubblicato sul blog di De Cristofaro e diffuso dall'ufficio stampa di Si - abbiamo imparato a conoscerci e abbiamo costruito un rapporto tra di noi fondato non solo sulla lealtà reciproca ma su una profonda condivisone di diverse questioni e valori di fondo. Sull'eventualità delle tue dimissioni ho deciso di scriverti pubblicamente perché penso sia giusto aprire una discussione ampia, capace di coinvolgere chi la scuola italiana la vive e la anima ogni giorno. So bene di dire una cosa in contrasto con il principio indiscutibile della libertà delle scelte personali, ma non riesco a considerare questa tua possibile decisione come un fatto soltanto individuale".

"Giustamente - prosegue il sottosegretario - hai denunciato la scarsa centralità della scuola e dell'università italiana nel sistema politico ed economico del Paese. La scuola, la più grande infrastruttura civile e sociale, soffre ormai da decenni di scelte politiche sbagliate che ne hanno ridotto le risorse e frustrato le aspettative. Bisogna cambiare molto e cambiare a fondo. Produrre un'onda lunga di netta discontinuità con l'impostazione, anche culturale, che ha segnato le ultime riforme. Per farlo abbiamo bisogno di risorse e investimenti certi e soprattutto di una visione strategica di questo governo che faccia dell'Istruzione, della Formazione e della Ricerca i pilastri su cui fondare il rilancio sociale, culturale, economico e civile del Paese".

"E' vero, in questa legge di bilancio - ammette De Cristofaro - mancano le risorse necessarie per invertire la tendenza e non emerge questa visione strategica. Ma le tue dimissioni, caro Lorenzo, non porteranno oggi in dote il miliardo di euro in più che avremmo voluto e che manca e non aiuteranno in futuro il percorso di inversione della tendenza che auspichiamo. In questi primi mesi, forse non abbiamo fatto abbastanza, ma abbiamo fatto bene. La direzione è quella giusta e la nostra grande ambizione di ridare centralità alla scuola e all'università italiana è ancora tutta aperta davanti a noi. Non è questo il momento di arrenderci, - conclude De Cristofaro - ma quello della responsabilità verso una grande impresa collettiva. E insieme possiamo farcela".