“Cristoforo Colombo” diretto da Casellati incanta San Pietroburgo

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Image from askanews web site
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San Pietroburgo, 29 set. (askanews) - Grazie all'importante successo di critica e pubblico ottenuto in chiusura dell'ultima stagione del Mariinsky con la rappresentazione per la prima volta in Russia, in forma di concerto, del Cristoforo Colombo come eseguito nel 1893, Alvise Casellati è stato chiamato a dirigerne l'integrale del 1896 il 28 settembre con un concerto evento che ha segnato, col suo indiscutibile successo, una tappa importante nella riscoperta di questo dimenticato autore veneziano nel mondo: un viaggio artistico e filologico intrapreso da Casellati già al Festival della Valle d'Itria nel 2017 e che vede oggi il Teatro Mariinsky in prima fila e a seguire il Teatro di Bonn con il progetto "Fokus '33", dedicato alle opere abbandonate dopo le leggi razziali.

Composta da Alberto Franchetti a soli 30 anni in occasione del quattrocentenario della scoperta delle Americhe nel 1892 su impulso di Verdi, eseguita per la prima volta a Genova, poi in Scala, il Cristoforo Colombo con la sua sintesi tra il Bel Canto italiano, Wagner e Meyerbeer, fu opera di notevole successo per molti decenni, eseguita più volte da Toscanini che ne ha curato la revisione insieme a Franchetti.

Poi l'intero corpus del compositore, nato in una ricca famiglia ebraica (sua madre era Luisa Sara Rothschild), uscì lentamente ma inesorabilmente dai cartelloni fino a diventare oggi rara riscoperta, nonostante le partiture, fortemente influenzate dalla formazione tedesca e Mitteleuropea di Franchetti, abbiano strappato alla migliore critica russa uno stupito ed entusiastico consenso grazie alla calibrata miscela di bel canto italiano e lussuosa orchestrazione tedesca, perfettamente gestite da Alvise Casellati che nella riscoperta di Franchetti riunisce le due anime di una famiglia di musicisti e musicologi sin dall'800.

Opera senza ouverture, soggetta a molte riscritture da parte di Franchetti sulla parte americana, è stata definita dalla critica russa presente al Mariinsky come "un abisso di seducenti suoni orchestrali e armonie fantastiche, con le voci dei solisti organicamente intrecciate nel tessuto orchestrale della partitura" ove "l'orchestra del Mariinsky diretta da Alvise Casellati ha colpito con furia e magnetismo, aggiungendo molta espressività e temperamento all'esecuzione di questa meravigliosa musica dimenticata" (Vladimir Dudnj - San Pietroburgo Biedomosti).

Casellati, che ha iniziato il suo viaggio nel mondo di Franchetti partendo dallo studio degli intensi carteggi privati tra il suo bisnonno e Verdi, Puccini, Boito, la famiglia Wagner, Wolf Ferrari, Don Lorenzo Perosi, D'Annunzio, Malipiero, Respighi, Giulio Ricordi e tanti altri, ha diretto al Festival della Valle d'Itria del 2017 la Sinfonia in mi minore che Franchetti presentò come saggio di diploma a Dresda nel 1884, eseguita sempre a Dresda e quindi a Milano nel 1888. Da allora parte questo percorso di meticolosa riscoperta, che si intreccia strettamente tra le memorie degli eredi Franchetti, l'associazione Alberto Franchetti di Reggio Emilia e gli archivi storici di Casa Ricordi.

Alvise Casellati ha sottolineato: "Franchetti al suo tempo era un compositore più famoso dei suoi contemporanei Puccini e Mascagni, ma ora il suo lavoro è quasi dimenticato. Ho sognato a lungo di eseguire Cristoforo Colombo e sono felice che il Teatro Mariinsky abbia creduto in quest'opera e mi abbia dato questa opportunità. Abbiamo condiviso questa idea insieme al Maestro Gergiev. Il lavoro stesso è straordinariamente complesso. La mia sfida e difficoltà principale era trovare un equilibrio tra la ricchezza dell'orchestrazione e la fluidità di esecuzione per tenere fede all'italianità di Franchetti. Sono stato molto soddisfatto perché sia i solisti sia l'Orchestra Mariinsky hanno capito subito la bellezza del testo e l'importanza dell'opera, quindi si sono lanciati nel progetto dando il meglio della loro alta professionalità. Il vero sogno con il Mariinsky sarebbe quello di arrivare a completare il percorso con una versione scenica".

Protagonista di entrambi i Cristoforo Colombo del Mariinsky, il baritono Vladimir Moroz, affiancato da Yekaterina Goncharova nel ruolo di Isabella di Spagna. Moroz ha raccontato così il suo percorso in quest'opera: "Sono rimasto stupito dalla ricchezza di questa partitura, dai suoi colori. Ho dovuto studiare molto per prepararmi al ruolo, a partire dalla figura misconosciuta di Franchetti stesso che è in sé affascinante. Il mio ruolo è stato cantato da grandissimi nomi, a partire dal fenomenale baritono Giuseppe Cushman, poi Tito Ruffo, Pasquale Amato, Renato Bruson, Carlo Tagliabue. I ruoli vocali sono complessi, chiedono moltissimo agli interpreti, come un Otello o psicologicamente il ruolo di Alexei Maresyev in La Storia di un uomo vero di Prokofiev, ma il lavoro con il Maestro Casellati è durato 3 settimane ed è stato fondamentale per superare ogni ostacolo. Ho scoperto poi che le ragioni del declino e della scomparsa di questa musica bellissima furono sostanzialmente politiche e causate dal razzismo. Spero che ora sia giunto finalmente il momento di ripensarci".

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