Critica la Nutella, consigliere del M5S Barillari attaccato sui social

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Lo scorso 20 agosto dev’essere stata una giornate intensa per l’esponente del M5S Davide Barillari, che su Twitter ha osato criticare uno dei cibi più amati dagli italiani: la Nutella. Il consigliere regionale del Lazio ha infatti pubblicato uno status in cui attaccava la Ferrero, colpevole secondo lui di sfruttare i propri lavoratori pagandoli 15 euro al giorno. Immediatamente sono giunte decine di critiche di risposta da parte degli utenti che invece sostenevano la validità di un’azienda come la Ferrero.

Consigliere M5S critica Nutella

Nel suo post su Twitter, Barillari afferma infatti: “Nutella, buona. Poi scopri che il fatturato della Ferrero è di 10,7 miliardi e condanna i lavoratori alla fame (15 euro al giorno di paga). Io non compro più nessun prodotto che calpesta i diritti dei lavoratori!”. Affermazioni che non sono andate giù al pubblico di internet, il quale ha subito risposto al consigliere regionale.

Tra le riposte ricevute da Barillari, una donna dichiara: “Lei lo sa che dalla Ferrero non è non è mai stato licenziato un lavoratore? Lei lo sa che in Piemonte intere famiglie hanno noccioleti per Ferrero?”. Un altro utente afferma: “Mi auguro che le facciano una bella causa civile (che Lei ovviamente perderà) solo per vedere a chi sarà destinato il risarcimento che Lei dovrà versare”.

Altre persone si dimostrano invece in linea con quanto detto dall’esponente pentastellato, tirando fuori la vecchia questione dell’olio di palma: “Beh, io non compro alcun prodotto Ferrero perchè dentro c’è quasi sempre olio di palma. E poi questa multinazionale è italiana solo in parte, visto che l’85% del fatturato lo ottiene sui mercati esteri”.

La risposta del consigliere

Alle critiche ricevute, Barillari ha risposto citando un articolo pubblicato il 19 agosto scorso da Il Fatto Quotidiano, in cui verrebbe smentita la nomea di azienda modello propria della Ferrero. Lo stesso Barillari ha infatti aggiunto al post: “C’è un capitalismo predatore che affama e un capitalismo più illuminato che almeno garantisce condizioni migliori. A me personalmente interessa solo il commercio equo e solidale, molto lontano da Ferrero e altri sfruttatori”.