Croazia, Amnesty International: violenze e torture su migranti -2-

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Roma, 12 giu. (askanews) - "L'Unione europea non pu pi restare in silenzio e ignorare deliberatamente la violenza e gli abusi da parte della polizia croata alle sue frontiere esterne. Questo silenzio sta permettendo ai responsabili di queste violazioni di proseguire senza conseguenze, addirittura un incentivo. La Commissione europea deve svolgere indagini sulle recenti notizie di terribili violenze della polizia contro i migranti e i richiedenti asilo", ha dichiarato Massimo Moratti, vice direttore dell'ufficio per l'Europa di Amnesty International, a seguito di quanto recentemente accaduto alla frontiera croata.

Amir, proveniente dal Pakistan, ha raccontato ad Amnesty: "Li supplicavamo di smettere e di avere piet. Eravamo gi legati, impossibilitati a muoverci e umiliati, non c'era motivo di continuare a picchiarci e torturarci". Ha detto che gli uomini armati non hanno mostrato alcuna compassione. "Ci facevano foto con i loro telefonini e cantavano e ridevano". Amir ha riportato una frattura al braccio e il naso rotto, punti di sutura sulla nuca e vistose contusioni su tutto il volto e alle braccia.

Sono dieci gli uomini che hanno riportato gravi ferite quella notte. Tariq, trent'anni, adesso ha entrambe le braccia e una gamba ingessati, vistosi tagli, ecchimosi al volto e alla testa e un forte dolore all'addome.

"Quando ci hanno preso non ci hanno dato la possibilit di dire assolutamente nulla. Hanno iniziato semplicemente a colpirci. Mentre ero a terra, mi hanno colpito alla testa con la parte posteriore della pistola e ho iniziato a perdere sangue. Cercavo di proteggermi la testa dai colpi, ma hanno iniziato a darmi calci e colpirmi alle braccia con dei bastoni di metallo. Per tutta la notte ho perso e ripreso conoscenza". Tariq ora deve utilizzare una sedia a rotelle per spostarsi e gli ci vorranno mesi prima di riprendere a muoversi autonomamente.

Gli uomini hanno raccontato ad Amnesty International dell'umiliazione provata mentre il gruppo armato spalmava maionese e ketchup sui loro volti e sulle loro teste insanguinate. Un uomo con il volto coperto ha spruzzato la maionese tra le gambe dei pantaloni di uno dei richiedenti asilo, mentre gli altri ridevano e cantavano "Tanti auguri".

Dopo quasi cinque ore di continui abusi, i migranti sono stati consegnati alla polizia di frontiera croata che li ha condotti vicino al confine con la Bosnia ed Erzegovina in due furgoni e ha ordinato loro di camminare. "Sono rimasti sbalorditi dalla condizione in cui ci trovavamo. Eravamo completamente ricoperti di sangue e molto scossi. A stento riuscivamo a stare in piedi, figurarsi camminare per ore verso la Bosnia, ma ci hanno detto di metterci in marcia. Ci hanno detto di portare i ragazzi che non riuscivano a camminare e semplicemente andare", ha riferito Faisal ad Amnesty International.