La borsa di Milano ha bruciato 14 mesi di guadagni

Il buon andamento di Piazza Affari di tutto il 2019 e il suo proseguimento nel 2020, fino ai massimi da dieci anni ad oltre 25 mila punti toccati a febbraio, sono stati cancellati in poco più di due settimane.

Con l'arrivo dell'epidemia di Coronavirus in Italia e con le drastiche misure prese dal governo per frenare i contagi il Ftse Mib è infatti tornato ai livelli di dicembre 2018, quando aveva toccato un minimo di 18.397 punti rispetto ai 18.470 toccati oggi.

Piazza Affari cerca di 'stabilizzare' i ribassi con il Ftse Mib che, dopo aver toccato il -11%, ricuce fino a -8,8%, tornando leggermente sopra quota 19 mila punti. Di fatto l'indice principale di Borsa Italiana perde da inizio anno circa il 20%.

Apertura in profondo rosso per tutte le Borse europee. A Parigi il Cac 40 cede il 4%, Madrid perde il 7%, Londra perde quasi l'8%, il Dax di Francoforte cede l'8%. 

I mercati azionari cinesi in linea con i principali mercati asiatici, con Hong Kong in calo di oltre il 4% in chiusura. A Hong Kong, l'indice Hang Seng è sceso del 4,23% a 25.040,46 punti. Nella Cina continentale, l'indice composito della borsa di Shanghai cede il 3,01% a 2.943,29 punti. La borsa di Shenzhen si flette del 3,79% a 1.842,66 punti.

Il prezzo del petrolio affonda sui mercati asiatici con perdite che sfiorano il 30%, dopo essere andato oltre i minimi registrati nel 1991. Il Wti (Il West Texas Intermediate, un tipo di petrolio utilizzato come benchmark sul mercato dei futures del NYMEX) cede il 28,68% a 29,44 dollari e il Brent (greggio leggero dolce, l'altro prezzo di riferimento per gli acquisti di petrolio) perde il 26,51% a 33,27 dollari.

Il calo del petrolio è in parte influenzato dai timori per il coronavirus. Ma la paura principale resta quella di una guerra petrolifera dopo che l'Opec e la Russia non sono riusciti venerdì a raggiungere un accordo per tagliare nuovamente la produzione nel tentativo di alleviare il calo dei prezzi. Stamane i mercati azionari in Arabia Saudita e negli altri Paesi del Golfo sono sprofondati a livelli storicamente bassi.

La Russia, principale alleato dell'OPEC, si è opposta al taglio della produzione per mantenere alti i prezzi. I prezzi del petrolio sono scesi finora di oltre il 30% quest'anno. 

Affondano i mercati asiatici: coronavirus e prezzi del petrolio condizionano il mercato azionario di Tokyo che chiude a oltre -5%.

Per il Nikkei è stato il risultato peggiore da oltre due anni: al termine degli scambi, l'indice-guida aveva perso il 5,07% collocandosi a 19.698,76 punti, qualcosa che non accadeva dal febbraio 2018. 

Pesano anche i dati sul Pil: nel quarto trimestre il prodotto interno lordo giapponese ha registrato una contrazione dell'1,8%, contro una previsione dell'1,6%. Su base annua il calo è del 7,1%,, rispetto a previsioni che ipotizzavano una contrazione del 6,3%.

La banca centrale centrale giapponese risponderà "senza esitazione" alle incertezze dei mercati, ha dichiarato il governatore della Banca del Giappone, Haruhiko Kuroda, citato dall'agenzia Kyodo.

A picco la Borsa australiana, giù di oltre il 7%, il giorno peggiore dalla crisi finanziaria del 2008.
L'indice guida ASX 200 è sceso del 7,33%, pari a 455,60 punti, e ha chiuso a 5.760,60, mentre il più ampio All Ordinaries ha perso il 7,40 percento, 465,10 punti, per finire a 5.822,40.