Crollano le nascite in Italia? "Serve reddito di maternità"

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Un reddito di maternità per contrastare il crollo delle nascite? In Italia nel 2020, secondo l'Istat, sono state registrate 404mila nascite secondo i dati provvisori. Rispetto alle 577mila del 2008, il calo è del 30% in 12 anni. Sono dati che Massimo Gandolfini, fondatore dell'associazione Family Day definisce "impressionanti". "E' un trend nato da parecchi anni ed è una conferma pericolosa. Si rischia il suicidio delle nostre caratteristiche, delle nostre origini e della nostra italianità. Rischiamo tra 50 anni di aver perso completamente queste caratteristiche", ha detto all'Adnkronos. "Le ragioni per le quali gli italiani hanno paura di procreare sono sintetizzabili fondamentalmente in tre passaggi: ragione economica, fiscale e culturale. Sotto il profilo economico basti pensare al recovery plan, la famiglia è bistrattata e sono molto preoccupato per il 1° luglio, data della partenza dei fondi dell'assegno unico, perché a mio parere i fondi dovrebbero essere triplicati, soprattutto in un momento storico come questo".

"Per il secondo aspetto, quello fiscale - spiega Gandolfini - occorre una fiscalità a misura di famiglia, è necessario mettere al centro il fattore familiare e privilegiare le famiglie numerose: trovo assurdo che una famiglia con quattro/cinque figli paghi le stesse tasse di una famiglia che ha un figlio, ci vuole una 'no tax zone'. Per l'ultimo, e secondo me più importante aspetto, quello culturale, in Italia fare figli viene visto come un lusso, soprattutto nella figura femminile: il valore della donna - conclude il fondatore di Family Day - non si deve misurare soltanto quando è ceo di un'azienda, ma anche quando ha il coraggio di mettere al mondo tanti figli. La procreazione dovrebbe essere sostenuta, soprattutto in questo grande inverno demografico".

ADINOLFI

"E' da tempo che con il Popolo della famiglia facciamo presente questi allarmanti dati alle autorità competenti, manca un serio ragionamento sulle soluzioni", afferma all'Adnkronos Mario Adinolfi, fondatore del Popolo della famigliacommentando i numeri del calo demografico. "Potenzialmente diventerà la principale tragedia italiana, corroderà in Italia il welfare familiare, la sanità gratuita e la pubblica assistenza, Purtroppo sono servizi che sono attaccati dalla peste della denatalità, rischiano di dissolversi entro vent'anni. Quella che abbiamo presentato col Popolo della famiglia - spiega Adinolfi - è la proposta del reddito di maternità, per dare a ogni donna 1000 euro al mese per i primi otto anni di vita per ciascun figlio: è un investimento produttivo con costi irrisori, non dimentichiamoci che i figli sono capitale umano, se non si investe sul capitale umano l'Italia muore".

SBERNA (FAMIGLIE NUMEROSE)

Per Mario Sberna, presidente dell'Associazione nazionale Famiglie Numerose, "basta guardare gli investimenti in politica familiare fatti negli ultimi 20 anni per capire che è una vera e propria vergogna". "I tanto proclamati bonus per le famiglie in realtà vengono dati una volta sì e cinque no. Non c'è minima riconoscenza nei confronti delle donne che hanno messo al mondo i figli. Non voglio fare politica perché tutti i governi degli ultimi 20 anni hanno punito le famiglie e non hanno fatto nulla per risollevare la situazione, e ora non sono nemmeno capaci di far partire l'assegno unico nell'anno in cui ci sono i soldi del Recovery. C'è solo da piangere, l'Italia sta per morire di vecchiaia", ha dichiarato all'Adnkronos.

"Se parliamo di investimenti in politica familiare solamente Malta è dietro di noi, è assurdo. L'ultimo governo che ha fatto qualcosa per sostenere le famiglie è stato il governo Prodi con Rosy Bindi, ma è passata ormai un'eternità", ha aggiunto.

DE PALO (FORUM FAMIGLIE)

"Io dico che le nascite il prossimo anno saranno ancora di meno. I dati dell'Istat dovrebbero essere il centro della nostra politica, e invece nessuno fa nulla per cambiare la situazione. Sta crollando tutto, perché bisogna capire che se crolla la natalità crolla anche il sistema pensionistico e quello sanitario. La responsabilita è di tutti, dai governi che si sono succeduti ai sindacati, passando per i media e le banche. La cosa incredibile è che dovremmo parlare 24 ore su 24 di questo tema perché fra 20 anni le persone che lavorano non avranno la pensione, e invece sembra solamente un argomento del futuro che perciò tutti ignorano. Stiamo gettando alle ortiche anni e anni di welfare e fra poco il tutto diventerà irrecuperabile", ha detto all'Adnkronos Gianluigi De Palo, presidente dell'Forum delle Associazioni Familiari, commentando gli ultimi dati dell'Istat sul calo demografico in Italia.