Il crollo di Wall Street del 1929: cause e riassunto della vicenda

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Nella prima metà del ‘900, gli Stati Uniti hanno rivestito un ruolo di grande importanza. Nella prima Guerra Mondiale il paese americano è entrato a fianco della Triplice Intesa, sbaragliando completamente la Germania e gli altri componenti della Triplice Alleanza, affermandosi come la più grande potenza economica a livello mondiale.

Questo almeno fino al 1929, anno in cui si verificò il crollo della borsa di Wall Street, che diede inizio alla Grande Depressione.

Crollo di Wall Street del 1929: la storia

Dopo la fine della Guerra Mondiale, gli Stati Uniti incontrarono un massiccio sviluppo economico, industriale e finanziario. Per tutti gli anni ’20 si assistette a varie invenzioni tecnologiche, come ad esempio il telefono o il televisore, che contribuirono a dare al paese prestigio. Non bisogna dimenticarsi che gli Usa fornivano merci per tutto il mondo, rendendo i vari continenti dipendenti dalle importazioni statunitensi.

Purtroppo, il periodo di boom non poteva durare per sempre: il 24 Ottobre 1929 la borsa di Wall Street iniziò a subire un enorme crollo, considerato quasi catastrofico. La situazione apparve irrisolvibile sull’immediato: il 29 Ottobre, definito Martedì Nero, la borsa crollò del tutto. Questa crisi sconvolse totalmente il paese americano, che si ritrovò con un alto livello di disoccupazione e con gli scambi commerciali bloccati: non poteva né esportare né importare beni. Il potere d’acquisto, infatti, era diminuito e non riusciva a sostenere i costi delle produzioni industriali. Anche il sistema economico fallì e molte aziende non riuscirono più a pagare i propri dipendenti; iniziarono quindi i vari licenziamenti.

Durante quel periodo, le mense cittadine si riempirono proprio perché molte persone non riuscivano a comprare nemmeno un pezzo di pane. Queste conseguenze si ripercossero anche nel resto del mondo, soprattutto in Europa. I prezzi si alzarono e ciò rense le importazioni dall’estero non più convenienti. Per risolvere la situazione, il presidente statunitense Roosevelt diede avvio al New Deal. Si trattava di un piano di riforma economica che aveva lo scopo di risollevare il paese dalla crisi. Anche se non risolse del tutto il problema, il paese riuscì comunque a stabilizzarsi. Bisognerà però attendere gli anni ’50 affinché gli Stati Uniti tornino a essere la forza economica egemone.

Le cause della crisi economica

Cos’ha provocato la Grande Depressione? Le cause di questo evento sono da attribuire sia a problemi interni all’economia statunitense, sia a problemi internazionali:

  • il boom economico ha contribuito a provocare questa grande crisi. Durante il periodo di crescita economica, industriale, finanziaria in cui vennero prodotti nuovi beni si credeva ciecamente che fosse difficile che si verificassero alterazioni oppure ostacoli. Questo atteggiamento diede in particolare il via libera a numerose speculazioni. Si trattò di un utopia, poiché, come si è visto, ci fu una battuta d’arresto;
  • il sistema economico statunitense non garantiva una vera protezione nel caso di eventuali imprevisti e crisi. Aveva infatti varie falle e numerosi difetti che portarono proprio al crash;
  • errori di gestione aziendali peggiorarono la situazione poiché impedirono di mantenere una liquidità giusta per affrontare una crisi. Le aziende non avevano più sostegno economico e quindi si ritrovarono ad effettuare vari licenziamenti.

Inoltre, decisivo fu il colpevole atteggiamento del presidente di allora Herbert Hoover, che non seppe intervenire con prontezza. Riteneva, infatti, che la crisi si sarebbe risolta automaticamente grazie alla forza del sistema capitalistico e alla produzione industriale.Anche la Rivoluzione Russa contribuì a scatenare la Grande Depressione. Essa prevedeva scambi economici solo nelle aree in cui fosse presente un’influenza marxista-leninista. Ciò portò all’isolamento di alcuni paesi, che non riuscirono a ricevere beni dal grande paese americano.

Durante la guerra, i più importanti paesi europei si erano indebitati con gli Stati Uniti e avevano trasferito i loro pesi alla Germania, caricandola di ulteriori responsabilità. Il paese statunitense, per risolvere il problema, comprò i vari beni prodotti in Germania, in modo che la nazione potesse ripagare i debiti.