Crollo Vigna Jacobini, assolto in appello amministratore tipografia

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Roma, 2 ott. (askanews) - Assolto con formula piena, dalla corte d'appello della Capitale, Mario Capobianchi, proprietario della tipografia San Paolo nel seminterrato dell'edificio di Via Vigna Jacobini, crollato a Roma nel dicembre 1998 uccidendo 27 persone. I giudici di seconda istanza hanno vagliato la vicenda dopo una decisione della Cassazione del 2016 che aveva accolto una richiesta della difesa di Capobianchi che aveva impugnato davanti alla Suprema corte il verdetto con il quale, nel 2012, nel secondo processo d'appello, era stato assolto dall'accusa di aver provocato il crollo con lavori di ristrutturazione nella tipografia, con una formula che però non lo soddisfaceva. Ed ora ad oltre 20 anni dai fatti, è arrivata la decisione della corte d'appello con una assoluzione "perchè il fatto non sussiste". L'accusa contestava i reati di disastro colposo e omicidio colposo plurimo (ormai prescritti).

La Cassazione aveva spiegato che l'immobile, in base a quanto è emerso dalle perizie, è crollato perchè era stato costruito, dall'origine, con "decisivi difetti strutturali". La Corte d'appello, nel processo bis, aveva affermato che l'elevato numero di stampanti presenti nella tipografia e le relative emissioni di calore avevano comunque innalzato la temperatura del locale abbattendo il tasso di umidità relativa e concorrendo allo sgretolamento dell'edificio. Questa affermazione però è stata ritenuta dalla Cassazione "meramente asserita e non dimostrata, specie a fronte di una premessa, quella dell'impossibilità tecnica di verificare il dato oggi, che risulta superabile soltanto a mezzo di differenti, specifiche ed oggettive risultanze istruttorie neppure dedotte nella sentenza".