Cronistoria e ragioni dell'ascesa talebana in Afghanistan

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L'Afghanistan è nelle mani dei talebani. A vent'anni dall'intervento Usa e della Nato, successivo agli attentati terroristici dell'11 settembre, i fondamentalisti sono riusciti a conquistare il Paese senza praticamente incontrare alcuna resistenza. Ma come è stato possibile tutto ciò e perché è successo?

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La rapida ascesa del gruppo islamico coincide con il ritiro delle truppe internazionali dall'Afghanistan dopo due decadi. Nel febbraio 2020 l'amministrazione Trump conclude a Doha un accordo in base al quale gli americani si impegnano a ritirarsi con l'assicurazione dei talebani che l'Afghanistan non sarebbe più stata la piattaforma per il terrorismo internazionale (“Le grandi nazioni non possono combattere guerre senza fine" disse Trump promettendo il ritiro delle truppe Usa). L'Accordo prevede inoltre l'avvio di un dialogo tra il governo di Kabul e i talebani per arrivare a una spartizione pacifica del potere.

Dialogo che di fatto non è mai neppure iniziato. Quando poi il nuovo presidente americano Biden annuncia il ritiro ad aprile delle truppe di stanza in Afghanistan, i fondamentalisti si riorganizzano per lanciarsi alla conquista del Paese.

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Le truppe afghane, foraggiate con 87 miliardi di dollari dagli Usa in due decenni, non sono pronte a resistere all'attacco dei fondamentalisti poiché dipendenti quasi per intero dall'organizzazione militare degli occidentali. La corruzione tra le fila dell'esercito locale e la diserzione in continua crescita fanno il resto, aiutando a comprendere come il gruppo fondamentalista abbia avuto gioco facile nella repentina conquista dell'Afghanistan.

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