Csm, 2,17% del Pil valore cause commerciali pendenti in Italia

Red
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Roma, 11 feb. (askanews) - Il valore delle controversie commerciali pendenti presso i Tribunali italiani è del 2,17% rispetto al Pil (4,5 mld euro), nei Paesi Bassi è dell'1,73% mentre in Norvegia è dello 0,26%. E' quanto emerge da uno studio dell'Encj, la Rete europea dei Consigli superiori della magistratura, inserito in una delibera della Nona Commissione del Csm e approvato all'uanimità dal Plenum. Il progetto, uno studio-pilota sulla rilevanza economica dei sistemi giudiziari, negli anni 2016/2017/2018, svolto in collaborazione con l'Università di Utrecht, ha visto la partecipazione di 5 membri dell'Encj (i Csm di Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Irlanda e Lituania) ed ha avuto ad oggetto il monitoraggio e lo studio dell'impatto, nelle diverse realtà sociali ed economiche, della gestione, da parte della magistratura, di una specifica categoria di materie giuridiche di particolare rilievo per i sistemi economici nazionali. Se Paesi Bassi e Norvegia presentano dati sostanzialmente equivalenti quanto all'ampiezza complessiva del contenzioso (per valore percentuale rispetto al Pil, con dati che si attestano intorno allo 0,70%), in Lituania si registra circa il doppio dei casi (1,26% del Pil) e in Italia un dato di quasi tre volte superiore rispetto a quello di Paesi Bassi e Norvegia (1,94% rispetto al Pil). Secondo l'indagine, il valore complessivo dei crediti azionati è maggiore in Italia (in dipendenza dell'elevato numero totale dei casi) e nei Paesi Bassi (soprattutto per la presenza di singoli casi di valore particolarmente elevato, pari o superiore ai 100.000.000 di euro). Nello studio si afferma che l'elevato volume di casi in Italia (rispetto ai migliori parametri di riferimento, costituiti, al riguardo, da Norvegia e Paesi Bassi) produce, nel nostro paese, perdite di benessere pari a circa 1,5 miliardi di euro all'anno (0,09% del Pil), avuto riguardo ai costi complessivi sostenuti dalle parti in causa (spese legali, spese per avvocati e per il proprio personale, costi dovuti ai ritardi che subiscono le attività commerciali durante il processo e all'incertezza degli esiti dello stesso) e ai costi sostenuti dai Tribunali. Sul piano della durata media dei procedimenti relativi a contenziosi di valore pari o superiore a 1 milione di euro, l'Italia registra, con riferimento agli anni 2016/2017/2018, i dati più elevati tra i 5 paesi in comparazione. La durata media è, infatti, di 840 giorni per il primo grado e di 880 giorni per l'appello, a fronte di dati sensibilmente inferiori per gli altri paesi (Paesi Bassi: 525 e 647; Lituania: 383 e 290; Irlanda: 291 e 517; Norvegia: 227 e 272).