Csm, Bonafede: "In riforma non ci sarà sorteggio"

webinfo@adnkronos.com

Nella riforma del Consiglio superiore della magistratura "non ci sarà alcuna forma di sorteggio". E' quanto ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, intervenendo al congresso dell'Anm, dopo che il vicepresidente del Csm David Ermini aveva chiesto che il rinnovamento del Consiglio superiore della magistratura dovesse "avvenire senza alcuna finalità punitiva''. 

"Personalmente, eviterei interventi come il sorteggio tra i togati per l'individuazione dei candidabili, un meccanismo cabalistico - denuncia - che deresponsabilizza e ha in sé evidente il tratto della sfiducia nei confronti dei magistrati, e come quello che innalza a perentoria incandidabilità la mera incompatibilità prevista oggi per i membri del Parlamento e dei Consigli regionali''.  

Per l'elezione dei togati del Csm "l'idea è quella di un ballottaggio in piccoli collegi''. 

RIFORMA - "Non ci sarà mai nessun intervento di riforma con intento punitivo'' dice il ministro Bonafede. "L'obiettivo comune è migliorare il sistema giustizia per il cittadino su questo- ha ammonito il ministro- non possiamo essere divisi''. "Io sono attento alle esigenze di tutti e garantisco che gli imputati avranno diritto ad avere così come tutte le parti coinvolte un processo breve". "Non ho risolto tutti i problemi perché non ho la bacchetta magica - ha aggiunto - Ce la metto tutta, credo che garantire una risposta dopo una sentenza di primo grado sia un minimo passo di civiltà del nostro ordinamento".  

PRESCRIZIONE - "L'entrata in vigore della riforma della prescrizione" ha detto il ministro Bonafede "sarà un primo passo di civiltà". "So che oggi c'è un cortocircuito nel dibattito. Lo risolveremo lavorando a un processo penale più efficiente. So che verrà trovata una soluzione''. "A me sembra che siamo tutti d'accordo e che però, alla fine, si continua a tenere in stallo una situazione che secondo me andrebbe sbloccata. Ho ascoltato le ultime dichiarazioni anche di esponenti del Pd e mi risulta che ci sia non tanto un riferimento alla prescrizione ma alla necessità, ancora una volta, di agire sulle norme per garantire la velocità del processo".  

"Io continuo a dire", ha sottolineato Bonafede, che "queste norme ci sono nel progetto di riforma che ho scritto insieme a magistrati e avvocati e che ho portato all'attenzione della maggioranza due mesi fa". Vogliamo lavorare per migliorare quello? E' da due mesi che sono in attesa che arrivino contributi di questo tipo, e sono disposto a lavorarci ancora di più. Ma ritengo sinceramente che il 1 gennaio, con l'entrata in vigore della legge sulla prescrizione, ci sarà una conquista di civiltà nel nostro Paese - aggiunge il Guardasigilli -. Ci sono tante persone che attendono una risposta di giustizia".  

"Io non ragiono con i sé e soprattutto non mi piace questo continuo riferimento a far saltare il governo" rispondendo ai giornalisti che chiedevano, nel caso in cui il Pd dovesse opporsi all'entrata in vigore della legge sulla prescrizione, se il M5S sarebbe disposto a far cadere il governo. "Noi siamo al governo per lavorare per i cittadini, ciascuno si prende le responsabilità politiche delle proposte che porta avanti. Vedo che dall'altra parte c'è stata un'apertura al confronto". "Io - conclude il ministro - ai tavoli ho sempre portato delle nuove proposte però ritengo che se ci voltiamo indietro a vedere quel che è stato fatto nel passato troviamo un vicolo cieco. Invece guardando avanti abbiamo praterie di lavoro possibili insieme".